Finale Emilia, serrata dei negozi contro il Comune: "Siamo tutti a rischio chiusura"

Al centro della protesta il cantiere (ancora bloccato) di piazza Garibaldi, la carenza di parcheggi e altre difficoltà. Un lungo corteo verso il Comune e l'incontro (piuttosto animato) con il sindaco Poletti

Finale Emilia (Modena), 5 marzo 2024 – Cento commercianti (non solo del centro storico) hanno abbassato le saracinesche questa mattina a Finale. La serrata è stata promossa dai “Negozianti uniti”, come forma di protesta in particolare per la gravosa situazione di piazza Garibaldi: il maxi cantiere per la ristrutturazione della piazza, avviato ormai due anni fa, è fermo infatti dalla scorsa estate, e ormai non si contano più i disagi e le difficoltà che residenti ed esercenti devono affrontare. “Siamo tutti a rischio chiusura”, dicono i commercianti che alle 10 hanno sospeso le loro attività appendendo un cartello alle vetrine e alle serrande, “Chiudiamo oggi per non chiudere per sempre”.

La protesta dei commercianti di Finale Emilia
La protesta dei commercianti di Finale Emilia

Da piazza Garibaldi si è poi mosso un affollato e animato corteo, a cui si sono uniti anche vari cittadini: “I negozi chiudono, Finale muore”, “Noi non abbiamo uno stipendio garantito”, “Siamo stanchi di non lavorare” sono stati alcuni degli slogan riportati sui cartelli dei manifestanti e scanditi durante il percorso.

Il corteo ha infatti attraversato le due piazze del centro e si è portato verso la sede municipale di via Montegrappa.

Il sindaco Claudio Poletti è sceso dal suo ufficio per incontrare i manifestanti che gli hanno consegnato una cassetta di legno con le chiavi dei loro negozi: un segno, un simbolo, come a dire che la sorte degli esercizi finalesi è nelle mani delle scelte del Comune. “Siamo esasperati perché stiamo tutti pagando le conseguenze di questa situazione”, hanno detto Raffaele Magagnoli, Gianluca Boetti e altri commercianti, a nome di tutti, sottoponendo al sindaco le loro preoccupazioni per il futuro di Finale e delle loro attività: “Con la piazza in queste condizioni, la mancanza di parcheggi, il ponte vecchio ancora chiuso da quattro anni, la cittadina rischia di morire”, hanno detto. In un confronto piuttosto serrato, e anche teso, alcuni commercianti hanno espresso le loro difficoltà a tenere aperti i negozi anche a causa del rincaro delle tariffe, come quella per i rifiuti.

Il sindaco Poletti ha ripercorso le tappe complicate del cantiere di piazza Garibaldi, al centro di un contrasto fra la direzione lavori e la ditta appaltatrice che ha richiesto la nomina di un comitato consultivo. Entro la metà di marzo – ha assicurato Poletti – dovrebbe essere completato il collaudo delle opere compiute dalla seconda ditta incaricata (in pratica le condutture di raccolta delle acque piovane), “e a quel punto la ditta principale – ha aggiunto – non avrà più alcuna ragione per non riprendere il suo lavoro”.

In ogni caso, anche qualora il cantiere ripartisse pienamente in aprile, serviranno almeno altri sei mesi per completare la sistemazione della piazza.

La discussione fra i manifestanti e il sindaco è proseguita fino a mezzogiorno. Il sindaco ha promesso di fornire aggiornamenti e ha fissato già un appuntamento per la mattina del 20 marzo: “Metterò un palchetto in piazza e condividerò con voi tutte le novità”.