Gaaloul rompe il silenzio: "Non ho ucciso io Alice"

Parla per la prima volta l’unico imputato per l’omicidio della giovane mamma "Quando mi disse di scendere dall’auto, lo feci. Quella notte dormii nei campi".

Gaaloul rompe il silenzio: "Non ho ucciso io Alice"

Gaaloul rompe il silenzio: "Non ho ucciso io Alice"

"Non sono colpevole, non ho ucciso Alice Neri". Per la prima volta dopo quindici mesi da un delitto che ha sconvolto l’Italia – quello di Alice Neri, giovane mamma di Ravarino, nel modenese – l’unico imputato per l’omicidio ieri ha rotto il silenzio. Lo ha fatto al suo arrivo in tribunale a Modena, davanti alla stampa e lo ha fatto qualche ora dopo in aula, rilasciando dichiarazioni spontanee davanti alla Corte d’Assise, presieduta dalla dottoressa Ester Russo.

L’omicidio è avvenuto nel novembre del 2022 nelle campagne di Fossa di Concordia: la vittima è stata ammazzata con almeno sette coltellate, dopo di che l’assassino ha cercato di cancellare non solo il suo corpo ma il suo stesso ricordo, dando alle fiamme la vettura con all’interno il cadavere. L’imputato, accusato di omicidio volontario e distruzione di cadavere era stato catturato in Francia a dicembre. A incalzare l’imputato a parlare è stato lo stesso presidente della Corte d’Assise all’inizio dell’udienza, la seconda del delicato processo. "Il Presidente mi ha invitato a parlare e oggi voglio fare spontanee dichiarazioni", ha detto Gaaloul a bassa voce. "Volevo parlare già da molto tempo, ma non l’ho fatto prima perché ho deciso di ascoltare il consiglio del mio avvocato. Io non sono scappato dall’Italia: avevo già programmato di andare all’estero per cercare lavoro. Per andare in Francia ho preso il treno da Milano, con il biglietto insieme a mia moglie e al nostro cane. Avevo i miei documenti e sono stato controllato alla frontiera – ha precisato –. Sono andato via anche perché la casa a Concordia era senza riscaldamento e luce e non pagavo l’affitto. Io non ho ucciso la signora Alice Neri", ha ribadito rivolgendosi alla corte. Poi la ricostruzione dell’accaduto. "Quando lei (parlando della vittima) mi ha detto di scendere dall’auto, io sono sceso: mi trovavo distante da casa e ho dormito in mezzo alla campagna, in un posto di fortuna. Quello che è successo dopo non lo so ma non ho ucciso la signora Alice Neri, non avevo motivo di farlo". Presente in aula, ieri, anche il fratello della vittima, Matteo Marzoli: "Abbiamo sentito la voce di Gaaloul ma per quello che ha detto non è cambiato nulla", ha affermato. "Abbiamo chiesto quanto prima di poter fare il funerale ma sono d’accordo con mia madre che la salma sia trattenuta fino a che c’è bisogno, perché non ci fidiamo di nessuno".

Ieri l’avvocato dei familiari della vittima, Cosimo Zaccaria ha fatto istanza per poter ottenere il dissequestro della salma, respinta dalla corte fino a che non saranno sentiti i consulenti medico legali. Le parti hanno poi presentato le proprie richieste istruttorie e la corte ha sciolto la riserva circa le diverse questioni preliminari sollevate dalla difesa dell’imputato, avvocato Roberto Ghini, tra cui la richiesta di nullità dell’interrogatorio; rigettata.