Giovane ucciso in centro a Modena, raffica di coltellate sotto gli occhi di passanti e turisti

Pomeriggio choc in corso Vittorio Emanuele: la vittima è un 20enne di origine africana. In fuga i due aggressori. L’assessore Bosi: "Arrivi dei migranti scaricati sulle città, così non va"

Le forze dell’ordine sul luogo dell’omicidio a Modena

Le forze dell’ordine sul luogo dell’omicidio a Modena

Modena, 21 agosto 2023 – Accoltellato al collo, più volte e in pieno centro, sotto gli occhi dei clienti seduti ai tavolini del bar e davanti a un rinomato albergo. Violenza inaudita, ieri pomeriggio pochi minuti dopo le 18, sulla ciclabile di corso Vittorio Emanuele, la porta d’accesso al centro. La via dei turisti, che dalla stazione dei treni conduce all’Accademia, in un’afosa domenica d’agosto è diventata teatro di un brutale omicidio. E’ morto poco dopo l’arrivo all’ospedale di Baggiovara il giovane straniero (un ventenne fino a ieri sera non ancora identificato, originario del Ghana o della Nigeria), aggredito all’altezza del civico 97. Un regolamento di conti, a quanto risulta dalla prima ricostruzione dei fatti. Il ragazzo accoltellato stava camminando, è possibile che abbia accelerato il passo dopo aver visto gli aggressori, presumibilmente gli stessi che lo avevano già picchiato la sera prima, come testimonia un amico in lacrime.

In corrispondenza dell’ultima striscia pedonale, dall’altro lato della strada rispetto all’hotel Milano, è stato bloccato da due persone, prima di arrivare sul marciapiede: "Uno lo teneva fermo e l’altro l’ha colpito più volte col coltello, prima al fianco, risalendo fino alla spalla e infine al collo. Sette colpi. E’ successo tutto in 20 secondi, poi sono scappati", dice un testimone. Mentre gli aggressori si allontanavano con l’arma del delitto verso la rotonda Natale Bruni (pare poi svoltando in una laterale, via Palestro), la vittima si trascinava tenendo una mano al collo.

Dopo alcuni metri, il giovane agonizzante si è accasciato ed è stato soccorso da alcuni passanti. Un ragazzo in particolare si è fatto avanti tamponandogli la ferita fino all’arrivo dell’ambulanza.

Ma le sue condizioni sono apparse fin da subito disperate. I sanitari del 118 l’hanno rianimato sul posto a lungo poi la corsa al pronto soccorso dove è morto poco dopo l’arrivo. Uno choc per decine di persone, di passaggio o sedute per l’aperitivo nei bar della via.

In particolare, i clienti affacciati su corso Vittorio Emanuele dal dehors dell’Accademia cafè si sono alzati tutti in piedi. Hanno sentito un urlo e subito si sono avvicinati rendendosi conto solo in seguito di aver assistito a un’aggressione. Pare che, prima dell’agguato, non ci sia stata nessuna avvisaglia. "Abbiamo sentito un unico urlo del ragazzo aggredito", spiega un testimone. Le urla e i litigi, in questa via, racconta il barista, sono all’ordine del giorno, ma "in 10 anni non ho mai visto niente del genere".

Una lunga scia di sangue lungo il marciapiede, schizzi su varie auto in sosta, 4 Volanti della polizia convogliate sul posto, 2 auto della polizia locale, la squadra Mobile che guida le indagini e la Scientifica per i rilievi. Varie le testimonianze raccolte, tra cui anche descrizioni dei due aggressori (anche loro di origine straniera), a cui si cercherà di dare un nome anche visionando le telecamere, sia pubbliche che private della zona. Se in funzione potrebbero aver ripreso tutto consentendo di ricostruire ogni spostamento. Un amico, sotto choc, ha raccontato che il ventenne viveva a Reggio – dopo il trasferimento da Modena – ed era tornato qui in treno. L’ha perso di vista solo per un breve lasso di tempo e, quando è arrivato in corso Vittorio Emanuele, ha trovato il nastro bianco e rosso a delimitare la scena del crimine. C’è chi dice che la vittima non fosse comunque sola, ma in compagnia di un altro conoscente che nel panico si sarebbe allontanato dopo l’agguato, forse per salvarsi: due contro due. Ma la furia cieca degli aggressori non ha lasciato al 20enne il tempo per difendersi. Una maglietta intrisa di sangue e il borsello abbandonato vicino a un albero parlano da soli. L’ipotesi della rapina è stata quasi subito scartata, con le indagini orientate più verso lo spaccio di droga. Un regolamento di conti per contendersi ‘la piazza’. Un campanello d’allarme per Modena; torna, infatti, prepotentemente in primo piano il tema della sicurezza, anche considerando il delitto di marzo al Novi Sad e la necessità di elevare, quanto prima, la questura in fascia A. Esigenza ribadita al ministro Piantedosi in visita appena 20 giorni fa.

Sull’accaduto e sul nodo immigrazione interviene l’assessore alla legalità e al centro storico Andrea Bosi, che vive a cento metri da Corso Vittorio Emanuele (la sua auto è rimasta parcheggiata proprio nell’area delimitata come scena del crimine): "Il Ministero dell’Interno ha certificato nel corso dell’anno dei numeri impressionanti che parlano di oltre centomila arrivi, arrivi che il Ministero scarica sulle città provocando questo genere di situazioni".

"Abbiamo segnalato un miliardo di volte la situazione della zona e abbiamo chiesto di chiudere i giardini prima – fa notare Amedeo Faenza, titolare dell’hotel Milano – Qui non c’è più controllo".