Pasticcio nel Pd. La lettera dei sindaci : "No ai personalismi". Ma era solo una bozza

É circolata nel pomeriggio la versione di un documento anti-Costantini . Sottoscritto da Pini, Bellelli e amministratori delle Terre dei Castelli. Pioggia di smentite. Solo in serata l’atto ufficiale, ma senza le firme.

Pasticcio nel Pd. La lettera dei sindaci : "No ai personalismi". Ma era solo una bozza

Pasticcio nel Pd. La lettera dei sindaci : "No ai personalismi". Ma era solo una bozza

Erano passati ben due giorni senza colpi di scena nel Partito democratico, c’era il rischio di morire di noia. A ravvivare la serie ci ha pensato però una ’manina’ che ha diffuso la bozza di un documento inizialmente firmato da Giuditta Pini e dal sindaco di Carpi Alberto Bellelli, oltre che da diversi sindaci e da consiglieri di Comuni delle Terre dei castelli. La lettera aperta interviene sul dramma politico che sta vivendo la città in vista delle amministrative, rivolgendo un appello al partito: "Si seguano regole e percorsi decisi, si chiuda questo dibattito surreale". Il testo finale che è circolato semi-clandestinamente nel pomeriggio però non era quello definitivo. Sotto c’erano le firme oltre che di Pini e Bellelli anche di Massimo Paradisi (sindaco Castelnuovo Rangone) Giorgia Mezzacqui (vicesindaco di Castelvetro), Federico Poppi (segretario Pd), Iacopo Lagazzi (sindaco di Guiglia), Giovanni Galli (sindaco di Marano sul Panaro), Alberto Bignardi (consigliere comunale di Modena) Ilaria Franchini (consigliere comunale di Modena), Enrico Tagliavini (sindaco Savignano sul Panaro). Sottoscrizioni evidentemente ipotizzate da chi aveva promosso il testo, ma che sono state subito smentite da alcuni degli interessati una volta che la missiva è circolata. Tagliavini per esempio fa presente che quel testo non lo riguarda "non sono iscritto al partito, non voglio entrare nelle loro questioni interne". Anche Galli di Marano e Lagazzi di Guiglia smentiscono. Mentre Mezzacqui riferisce di "non saperne nulla. Anche perché alcuni punti sollevati da Umberto Costantini sono legittimi. A questo punto credo che ci sia qualche problema nell’organizzazione del Pd, nella gestione da parte dei vertici".

In serata Giuditta Pini ha cercato di rimediare al pasticcio postando sul suo profilo Facebook la versione ufficiale (che pubblichiamo in parte a sinistra). Il testo è identico alla bozza, senza le firme. Sebbene comunque nel testo sia rimasta una presa di posizione generica a nome di "amministratori, iscritti, elettori e dirigenti del Pd della provincia".

Ma come interpretarlo? Una delle frasi chiave è: "Non ci spaventa il pluralismo all’interno del partito, ma riteniamo che esso debba trovare soluzione nelle forme sancite dallo statuto nazionale e nel rispetto delle decisioni assunte dal Partito locale". Il bersaglio principale dell’intemerata è sicuramente Costantini. Ma secondo alcuni osservatori ci sarebbe dell’altro: tra le righe si avverte il fastidio per il sondaggio di Quorum che restituisce centralità a Muzzarelli. Il documento degli amministratori infatti, sempre secondo questa versione, suggellerebbe l’asse Bellelli-Pini-Bonaccini-Bortolamasi anche in chiave candidature alle Europee e alle Regionali. Il senso è: chi vuole sfidare Bortolamasi sindaco (il cardine dell’asse) sappia che l’unica strada sono le firme in assemblea. Niente dunque forzature tramite sondaggi (Maletti) o accesso alle primarie bypassando le firme: un messaggio a quanto pare a Giulio Guerzoni che, secondo alcuni, nell’eventuale conta temerebbe di perdere.