Pd, Maletti si candida a sindaco: "Ora serve un nome unitario. Ma non escludo una lista civica"

La consigliera regionale rompe gli indugi dopo aver incontrato il sindaco ieri mattina "Se il partito e il centrosinistra lo vogliono, io ci sono. Pochi margini per le primarie".

Pd, Maletti si candida a sindaco: "Ora serve un nome unitario. Ma non escludo una lista civica"

Pd, Maletti si candida a sindaco: "Ora serve un nome unitario. Ma non escludo una lista civica"

"Confermo la mia disponibilità a contribuire, anche con la candidatura a sindaco, ad una soluzione autorevole da proporre ai cittadini modenesi il prossimo giugno". Francesca Maletti rompe gli indugi e scende ufficialmente in campo per le amministrative. Ieri mattina in un centro storico affollato per i saldi è stata avvistata salire in Comune a colloquio con il sindaco Muzzarelli. Forse è il tentantivo di evitare la calata del nome dall’alto.

Maletti, cosa vi siete detti con il sindaco?

"Ci siamo scambiati gli auguri di buon anno..."

Il sondaggio di Costantini, con lei al primo posto per gradimento, ha spiazzato in molti e galvanizzato lei.

"Gli esiti di quel sondaggio possono sorprendere solo chi non conosce bene Modena ed i modenesi, peraltro non è nemmeno la prima volta che emergono risultati con questo orientamento. Credo venga riconosciuto il lavoro quotidiano che ho svolto in questi anni in mezzo alla gente prima come assessore ai Servizi sociali in Comune e come presidente del Consiglio comunale e successivamente in Coe nsiglio regionale".

Il suo nome però, pur essendo tra i quattro più votati dai circoli, non era mai emerso fino ad oggi nelle discussioni sui candidabili del partito.

"Io mi sono messa da subito a disposizione del Pd e del centro sinistra per trovare insieme una soluzione forte e unitaria per vincere le elezioni e dare così continuità al positivo lavoro svolto in questi anni da Giancarlo Muzzarelli e dalla sua squadra. Sono a disposizione del Pd anche per un’eventuale candidatura a sindaco (come ho dichiarato formalmente il 30 ottobre nell’incontro del mio circolo alla presenza della segretaria Venturelli e del garante Pighi), ma la mia candidatura deve ritenersi un’opportunità di sintesi e non certo un problema da aggiungere a quelli che già ci sono".

C’è chi dice che lei in realtà punta all’assessorato in Regione.

" In questi ultimi mesi mi è stato chiesto da più parti di tornare ad impegnarmi su Modena ma, se il Pd e il centrosinistra ritengono la mia disponibilità non necessaria in città, resterò senz’altro a disposizione per proseguire il mio lavoro in Regione, dove ci sarà una battaglia non meno impegnativa per il centrosinistra".

Un sindaco cattolico a Modena città è difficile, gli ex Ds si compatterebbero.

"Mi auguro che queste logiche, anche a Modena, siano superate: ma non lo dico per il bene dei cattolici, lo dico per il bene del Pd. Ho sostenuto lealmente Muzzarelli dopo le famose primarie del 2014, ho aderito alla mozione Zingaretti prima e successivamente a quella Bonaccini per le primarie nazionali, il mio percorso all’interno del partito è assolutamente trasparente. Devo forse sostenere qualche altro esame di fedeltà e coerenza?".

Se non dovesse riuscire a coagulare tutti su di lei, qual è la soluzione per uscire dall’impasse?

"Non ho fatto mistero, sempre nelle sedi proprie, di preferire le primarie di partito aperte alla città, strumento utilizzato più volte per amministratori e segretari politici (come recentemente la stessa Schlein), per dare continuità al lavoro svolto nei circoli, che avevano delineato un perimetro di partecipanti, confrontando contenuti e persone in una serie di importanti incontri sul territorio. Temo però che questo percorso non sia più recuperabile. Secondo me c’è ancora uno spazio, piccolo ma c’è, per trovare la convergenza su uno degli otto candidati. Occorre uno sforzo di tutti però, candidati e dirigenti di partito: io farò sicuramente la mia parte in questa direzione e salvare così il percorso portato avanti fino a qui fra iscritti e segreteria".

Votata dai circoli e in vetta nei sondaggi, però di lei dicono che vuole proseguire in Regione, vuole fare una lista civica, addirittura anche aprire un percorso con il centrodestra. Qual è la verità?

"Nelle ultime settimane ho dato la mia disponibilità concreta a lavorare affinché si potesse trovare una sintesi condivisa. Gli esiti dei sondaggi sono confortanti sia per quanto riguarda la percezione sul partito e sul sindaco Muzzarelli, sia per quanto riguarda il mio dato personale. Confermo ancora una volta la mia disponibilità a contribuire, anche con la candidatura a sindaco, ad una soluzione autorevole da proporre ai cittadini modenesi il prossimo giugno: Modena e le modenesi e i modenesi devono venire prima di tutto, molto prima anche delle nostre ambizioni e percorsi personali, per me questo è irrinunciabile. Il percorso civico non lo escludo a priori, ma deve servire a perseguire lo stesso obiettivo".