Riabilitazione e domotica a Modena: "Un appartamento in corsia per recuperare la mobilità"

Ospedale di Baggiovara, grazie alle attrezzature all’avanguardia è possibile accelerare il recupero dei pazienti che hanno subito traumi

Un appartamento in corsia

Un appartamento in corsia

Modena, 28 ottobre 2023 – Quando un appartamento in ospedale aiuta a recuperare l’autonomia quotidiana. Ieri, in occasione della giornata mondiale della terapia occupazionale, l’appartamento dedicato nell’Ospedale di Baggiovara ha aperto le porte per mostrare le proprie potenzialità e attrezzature domotiche. Un aiuto ai pazienti nel recupero delle piccole pratiche quotidiane, come preparare un caffè, rifare il letto, allacciarsi le scarpe o abbottonarsi una camicia. Solo nell’ultimo anno, 87 pazienti degenti e 30 ambulatoriali sono stati trattati negli ambienti della Terapia Occupazionale della Medicina Riabilitativa. Oltre all’attività di Baggiovara è particolarmente importante anche quella svolta nell’unità operativa semplice di Riabilitazione della mano del Policlinico con referente medico fisiatra Danilo Donati. "Nella riabilitazione della mano – specifica Donati – il terapista occupazionale è una figura importante nel reinserimento sociale e lavorativo dei pazienti, per recuperare le attività della vita quotidiana. È inoltre presente anche un ambulatorio multidisciplinare pediatrico di ‘malformazioni congenite della mano’, dove viene fatta una valutazione congiunta tra chirurgo della mano, fisiatra referente e terapista occupazionale per valutare nei casi in cui non sia necessario un approccio chirurgico per il bambino, un trattamento conservativo con tutori o ausili da utilizzare nella vita quotidiana (come manubri specifici per andare in bici, o particolari adattamenti per praticare sport come canoa, equitazione) permettendo a questi piccoli pazienti di non avere limitazioni nella vita di tutti i i giorni". "Nell’ospedale di Baggiovara – spiega Giovanna Fabbri di Medicina Riabilitativa – il lavoro del terapista occupazionale si inserisce nel team interprofessionale composto da medici fisiatri, logopedisti, fisioterapisti, infermieri e oss. All’interno dell’area ambulatoriale sono presenti due stanze che riproducono l’ambiente casalingo, con cucina, bagno e camera da letto, dove il paziente, insieme al terapista, trova strategie e utilizza ausili che possano favorire la maggior autonomia possibile nelle attività di vita quotidiana". "Per il paziente degente – aggiunge Paola Cavallini di Medicina Riabilitativa – per il paziente degente l’intervento del terapista occupazionale non può scindere da una stretta collaborazione con infermieri, oss e care-giver. Questo permette di adottare strategie comuni per di facilitare il paziente a partire dalle attività della cura di sé". Nonostante l’insegnamento della terapia occupazionale come corso di laurea di Unimore sia relativamente recente, i tre terapisti Elena Merighi, Valentina Bettelli e Francesco Caselgrandi, si sono laureati in Unimore. "Queste stanze - spiegano Merighi e Bettelli - permettono ai pazienti, già durante il ricovero, di poter iniziare a riprendere le più semplici attività in un ambiente domotico e ‘casalingo’". "Gli ambienti – il dg Claudio Vagnini – rappresentano un’eccellenza dei nostri due stabilimenti, all’insegna dell’innovazione tecnologica domotica e dell’umanizzazione, il filone da tempo perseguito dall’Aou".