"Sfido il mondo con tredici husky e una slitta"

Frassinoro, Luca Fontana si prepara alla gara in Appennino con un percorso di 180 chilometri. "I miei cani mi emozionano ogni volta"

"Sfido il mondo con tredici husky e una slitta"

Luca Fontana di Piandelagotti guida i suoi husky in gare di oltre cento chilometri

Non è ancora germinata l’avventura in Svezia di Luca Fontana con la sua fantastica "squadra" di husky. Il 40enne di Piandelagotti si sta preparando per la seconda fatica sulle nevi del Grande Nord, dopo aver chiuso al terzo posto i 350 chilometri della "Amundsen Race", una delle gare di sleddog più suggestive al mondo, che si è svolta a Nordvalla. La prossima sfida per il "musher" del nostro Appennino è quella che comincerà il 6 marzo alla Polardistans, con un percorso da 180 chilometri. "Ci stiamo allenando in questi giorni – il suo racconto – nonostante il tempo previsto non sia il massimo, con tanta pioggia. Alcuni cani hanno avuto problemi con un virus intestinale, ma ora stanno bene e siamo pronti per la nuova sfida. Poi però non andremo in Norvegia per la terza gara". Classe 1983, ex calciatore dilettante in gioventù con la maglia del Montefiorino, Fontana è uno dei pochi italiani che praticano questo affascinante sport con una dozzina di cani, i suoi amati husky (dieci "siberian" e due "alaskan" in questa spedizione svedese: Oslo, Sibert, Gamora, Rocket, Stark, Ronin, Loki, Lumbees, Nevada, Tjikko, Whity, e Viking).

Luca, perché siete così pochi? "Lo sleddog è uno sport che ha varie declinazioni, perché si può praticare di corsa per fare le gare "sprint" con meno cani, dai due ai sei, mentre in Italia siamo massimo cinque o sei che lo praticano con una dozzina di cani, anche perché è molto impegnativo".

Come è nata questa passione?

"Una volta smesso di giocare a calcio ho fatto molto sport, bici e camminate in montagna. Ho sempre amato i cani e un giorno ho visto l’evento ’Balla coi lupi’, la traversata dell’Appennino coi cani da slitta, e sono rimasto folgorato. Ho aperto l’allevamento di husky a Casa Mancino, ho iniziato a documentarmi su internet sullo sleddog e da autodidatta mi sono avvicinato a questo mondo, grazie anche a Anselmo Cagnati, uno dei pionieri in Italia, che mi ha preso con lui. Da subito mi ha appassionato come sport e filosofia di vita che rispecchiava in pieno il mio carattere"

Come possono convivere lo sleddog e le sue lunghe trasferte col lavoro?

"Faccio l’artigiano piastrellista e riesco a gestirmi lavorando in proprio. E’ complicato ma ho trovato un equilibrio, tenendomi libero più o meno in questo periodo dell’anno un paio di mesi. Ho messo insieme alcuni sponsor senza i quali non potrei andare avanti. E poi la mia forza sono mia moglie Elena e mia figlia Lia, che mi sopportano e supportano permettendomi di vivere questa passione".

Quanto ci si deve allenare?

"A settembre anche due o tre volte alla settimana, a dicembre addirittura fino a 5 giorni su sette con i cani per sfruttare le temperature basse che da noi sono sempre più una rarità".

Cosa le trasmette la sua "squadra" di husky?

"Mi fanno emozionare ogni volta, ammetto che anche dopo tanti anni vederli correre con quella passione mi fa piangere".