Tagli ai bus, giornata di disagi: "Paga bassa e scarsa flessibilità. Per gli autisti è sempre più dura"

I sindacati sulla carenza di lavoratori che ha costretto l’azienda a ridurre le corse. Denitto (Cisl): "Nessuno interviene". Bottura (Cgil): "Drastico calo dei finanziamenti da Roma". .

Tagli ai bus, giornata di disagi: "Paga bassa e scarsa flessibilità. Per gli autisti è sempre più dura"
Tagli ai bus, giornata di disagi: "Paga bassa e scarsa flessibilità. Per gli autisti è sempre più dura"

Bus stracolmi, utenti spesso costretti a prolungare l’attesa fino all’arrivo del bus successivo hanno accompagnato a Modena, dopo settimane di disservizi legati – prima di ieri – alla saltuaria e temporanea soppressione all’ultimo di qualche corsa, la giornata inaugurale di quella che è diventata una vera e propria riorganizzazione del trasporto pubblico urbano annunciato da Seta. Stesse scene si ripetono da giorni anche a Reggio Emilia, dove la situazione – a detta dei sindacalisti Cisl – è ancora più "esplosiva". Per gli utenti inevitabili i disagi legati al ridimensionamento della frequenza delle corse avvenuto sulle linee, 1, 3, 4, 5, 7 e 8, quelle interessate a Modena ai tagli. "E’ un disastro annunciato" è l’amaro commento di Maurizio Denitto, segretario provinciale Fit-Cisl, il sindacato degli autisti. E speriamo che pensionamenti e fughe non costringano a rivedere ulteriormente il servizio. La riduzione ha interessato a Modena 103 corse (6% del totale) delle 1.600 che ogni giorno collegano da est a ovest, da nord a sud la città. Ma su Reggio Emila, nonostante le rassicurazioni dell’assessora comunale ai trasporti Carlotta Bonvicini che parla di una riduzione che va dalle 50 alle 60 corse giornaliere, per la Cisl "ieri si è raggiunta una media di corse saltate del 20%". "E’ un altro dei tanti segnali di ridimensionamento della qualità e della quantità del servizio di trasporto pubblico rivolto ai cittadini, paragonabile – attacca il segretario provinciale Filt-Cgil, Marco Bottura – ai periodici ridimensionamenti degli altri servizi pubblici, da quello sanitario a quello scolastico, per arrivare fino a quello della pubblica sicurezza". Le cause per cui si è giunti ad un provvedimento tanto drastico sull’area del territorio servito da Seta sono molteplici. "Si sono incrociati – spiega Denitto – i mancati rinnovi contrattuali nazionali, fermi almeno da una decina di anni, il peggioramento delle condizioni di lavoro e mi riferisco alla carenza di personale e, di conseguenza, per i lavoratori l’impossibilità di programmare la vita privata, l’aggressività dell’utenza che scarica sugli autisti i disservizi con aggressioni, gli stipendi bassi (1.300 euro iniziale) in relazione all’impegno e al costo della vita in questa realtà. Purtroppo, il trasporto pubblico non sembra interessare più nessuno".

"Il settore del trasporto pubblico, – ragiona Bottura – che dovrebbe garantire la mobilità di tutti i cittadini a prezzi accessibili grazie ai finanziamenti del Fondo nazionale per il trasporto pubblico locale, è colpito, come gli altri settori pubblici, da un drastico calo dei finanziamenti confermato anche in questa Legge di bilancio 2024. Ed è proprio contro la manovra che Cgil e Uil si sono mobilitate nelle scorse settimane". Il risultato e la riflessione da fare è che, molto probabilmente, ci troviamo di fronte ad un ridimensionamento delle prestazioni offerte dal trasporto pubblico, di cui usufruiscono soprattutto e massicciamente studenti e anziani, che non sarà di breve durata e che rischia di diventare permanente, strutturale. "Il gestore del servizio, Seta, – commenta Bottura – rassicura che si tratta di una misura temporanea, legata all’incremento delle assenze del personale per le malattie stagionali, ma è noto che questo problema si è aggiunto alla precedente carenza strutturale di autisti, tanto che non è stato ancora indicato il termine della sospensione programmata delle corse. A questo proposito Filt Cgil smentisce il proprio coinvolgimento in accordi sindacali sulla gestione dei tagli delle corse. Tuttavia, come ribadito in più occasioni dalla Filt-Cgil, il vero problema strutturale è il continuo calo dei finanziamenti pubblici".