Il bullo senza pietà: ripreso in un video mentre picchia la vittima a Pesaro

Parla il 22enne che ha pubblicato il tutto sul profilo social "Welcome to Pesre": "Voglio far capire che anche qui in città esiste questa piaga, così forse aiuto la vittima"

Pesaro, 7 gennaio 2024 - Colpi secchi in faccia, sulle orecchie, poi uno spintone da buttare il coetaneo, un adolescente difeso solo dal cappuccio della felpa, per terra. "Quanto c’hai addosso, eh?". Il ragazzo che attacca come un pugile professionista, dall’altro, vuole soldi. La scena viene filmata con il telefonino da un terzo giovane che davanti a quell’aggressione sghignazza e rintuzza la regolazione di conti che è avvenuta, alla luce del sole, in fondo alla via che porta all’Istituto agrario Cecchi. Nel guardare il video, si riconosce il cartellone che annuncia l’ingresso al Parco San Bartolo e che si trova proprio poco dopo aver svoltato dalla nazionale verso Caprile.

La sequenza dell’aggressione, dall’avvicinamento del picchiatore con la vittima fino a questa che cade a terra sotto i colpi del primo. La data non è nota, il posto dovrebbe essere il bivio della Statale con la Strada di Caprile
La sequenza dell’aggressione, dall’avvicinamento del picchiatore con la vittima fino a questa che cade a terra sotto i colpi del primo. La data non è nota, il posto dovrebbe essere il bivio della Statale con la Strada di Caprile

“Non so quando sia successo il fatto – osserva Mattia, fondatore del canale social “Welcome to Pesre“ –, ma il video è comparso da meno di due giorni sul profilo social di “stop bullismo, stop baby gang”. Noi di “Welcome to Pesre“ l’abbiamo rilanciato".

L’aggressività è anche verbale...

"Sì – osserva Mattia – ho riconosciuto alcune espressioni albanesi: sono insulti".

Quale è stata la sua prima reazione da 22enne?

"Si sa che il fenomeno esiste e che avviene ovunque, ma sapere che anche a Pesaro accade, fra ragazzi che frequentano, si presume, le superiori, è brutto e ci mette davanti ad una realtà cruda. Ho sentito un forte dispiacere".

Credi che tra gli adolescenti si tratti di un fenomeno significativo?

"Credo che tra i ragazzi questo tipo di dinamiche ci siano sempre state per quanto siano penose. Ora come ora, sembra che il fenomeno sia in aumento. Quello che mi impressiona, invece è il constatare che anche tra noi ragazzi sia presente, più che in passato, la violenza".

Anche a Pesaro?

"La conosco bene, frequento tanti ambienti diversi e penso che un giovane sia qui, a Pesaro, più al sicuro che altrove. Però, come dimostra il video, Pesaro non è estranea al fenomeno".

Conosci persone che sono state vittime di bullismo?

"Sì, anche se per ricordarli devo andare indietro ai tempi delle scuole medie. A quell’età, sotto i 14 anni, in effetti è più frequente incappare in persone prepotenti e aggressive. Però non sono mai stato coinvolto personalmente. Al massimo ne sono stato testimone. Mi dispiaceva anche allora, cercavo di aiutare. Ma ad una certa età non è sempre semplice capire come sia meglio reagire".

Come credi ne siano usciti?

"Credo che a smettere siano stati i bulli, rendendosi conto di aver sbagliato. Per questo trovo efficaci le azioni educative che a scuola portano esempi in cui i giovani possono immedesimarsi. Sono fiducioso che i bulli possano cambiare facendosi un’analisi di coscienza".

Hai sentito il bisogno di pubblicare sul profilo social “Welcome to Pesre” con lo scopo di sensibilizzare i tuoi coetanei rispetto ad un fenomeno reale e non per nulla lontano da Pesaro?

"Si. Volevo far capire che anche a Pesaro il bullismo c’è. L’ho pubblicato nella speranza di essere utile: magari qualcuno può riconoscere le persone coinvolte ed essere d’aiuto alla vittima. Magari può servire allo stesso bullo per prendere coscienza degli atti ignobili che compie. Quindi sì: rendere pubblico un rischio serve a sensibilizzare il più possibile sull’esistenza di un problema da risolvere".

Da tempo si parla di bullismo: pensi che tra i ragazzi sia cresciuta la consapevolezza su come difendersi o addirittura come prevenirlo?

"Non lo so. Purtroppo sembra sempre la stessa storia, in un loop infinito. Sempre lo stesso film in cui una persona arrabbiata col mondo se la prende con quello che reputa più fragile e se ne approfitta. Anche il ragazzo che fa il video sembra un bullo: altrimenti invece di fare il video, difenderebbe l’altro dalle botte. Pare che lo faccia inorgoglito dall’aggressività dell’altro: è tutto molto sbagliato".

Cosa dovrebbe fare, secondo te, un giovane per difendersi?

"E’ molto difficile rispondere. Anche chi è vittima di bullismo, per uscirne, dovrebbero parlarne con un adulto o con le forze dell’ordine. Mi rendo conto però che questo potrebbe essere fin troppo difficile anche per un giovane spigliato, per nulla obbligato a subire".