Coronavirus Pesaro 27 marzo, morto Roberto Oddo. Era un noto assicuratore

Aveva 46 anni e non aveva malattie pregresse. E’ arrivato all’ospedale dopo alcuni giorni passati a casa con la febbre alta

Roberto Oddo, assicuratore
Roberto Oddo, assicuratore

Pesaro, 27 marzo 2020 - Aveva 46 anni Roberto Oddo. Assicuratore. Non aveva malattie pregresse. E’ arrivato all’ospedale dopo alcuni giorni passati a casa con la febbre alta per il Coronavirus. "E’ stato lui a chiamare l’ambulanza quando non ne poteva più", racconta il fratello Stefano, disperato. "Una morte assurda la sua. Non ce ne capacitiamo in famiglia".

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Una morte, quella di Oddo, conosciutissimo soprattutto nel quartiere di Loreto dove era molto attivo, che ha destato impressione per la giovane età in tutta la città. Dopo essere stato consulente assicurativo per la Confartigianato, aveva proseguito la sua attività fondando la società Vitaassicura che aveva sede in via Pergola ed operava per il gruppo Groupama. Un paio di anni fa aveva formato una associazione attiva nel’export ed aveva portato in città alcuni alti funzionari del mondo arabo per intavolare rapporti di affari organizzando anche delle convention. Una associazione, quell che aveva dato vita, che si era formata dopo che la Confartigianato locale era andata in bancarotta.

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Come agente plurimandatario è stato componente dell’esecutivo nazionale Sna dove aveva ricevuto l’incarico per curare la formazione. L’associazione ieri lo ha ricordato ed a tratteggiarne la figura e il suo impegno attraverso l’ex presidente nazionale Claudio Demozzi. Nel percorso di Roberto Oddo anche una veloce discesa in politica perchè si era presentato alle comunali con una lista formata da Stefano Bastianoni. Roberto Oddo lascia oltre al padre Giancarlo, la mamma Milena, il fratello Stefano, l’attuale compagna Cristina e due figli, Matteo ed Elisa avuti dalla prima moglie. Commozione per la sua tragica e inaspettata fine soprattutto nel quartiere di Loreto dove si è sempre messo in luce sia con don Silvano che con don Romano come organizzatore di feste e come animatore dell’oratorio.

Leggi anche Virus, altri 15 morti in provincia ma nuovi casi in flessione La giornata di ieri ha segnato un altro lutto in città: la scomparsa, sempre per Coronavirus di Nicola Antoniello. Aveva 76 anni. Un vero mistero per gli amici come questo funzionario (è stato direttore dell’ufficio Iva della città), abbia contratto il virus "anche perché era ormai da circa un mese – racconta uno dei suoi amici più stretti, Giorgio Mulazzani –, viveva dentro casa come è scoppiata questa pandemia. Non lasciava mai casa se non per portare un po’ a spasso il cane. Era arrivato a Pesaro ormai una quarantina di anni fa, proveniente da Sant’Angelo dei Lombardi in Campania. Benché fosse ormai pesarese a tutti gli effetti, non aveva perso l’amore della sua terra, la sua spontaneità, la sua allegria ed anche il suo amore per la cultura napoletana ed aveva anche quell’eleganza partenopea. Era capace di chiamarti e recitare la Livella di Totò ed altre poesie della cultura napoletana. Se n’è andato un uomo molto stimato". Nicola Antoniello viveva con la moglie Pina in viale dei Partigiani, proprio davanti al vecchio palasport. A ricordarlo Anche Silvana Ratti di cui era molto amico: "Era un piacere incontrarlo, era un piacere parlarci perché era una persona anche arguta e dalla battuta felice. Nel giro di pochi giorni se ne sono andati due amici carissimi, Nicola e Alberto Alimenti. Questa è una strage". Nicola Antonello era fratello anche di Raffaele al quale venne dedicato l’Istituto Oncologico cittadino. La moglie Pina che in questo momento è in quarantena, era funzionaria dell’Intendenza di Finanza. Due uomini che fanno parte delle 26 vittime che ieri hanno perso la vita nelle Marche per il Cpovid 19. Quindici di queste croci erano residenti nel pesarese: salgono così a 336 i morti dall’inizio dell’epidemia. Peraltro cala il numero dei nuovi casi, che sono stati 180 sui 727 presi in esame in regione nelle ultime 24 ore, ma i reparti ospedalieri di prima linea sono vicini alla saturazione: 48 i malati gravissimi nelle Rianimazioni di Pesaro e di Urbino, contro i 43 di ieri, e 255 quelli nei reparti semi-intensivi (erano 212). La nota positiva è che coloro che riescono ad uscire dagli ospedali ed avviarsi verso la guarigione: salgono a 49 nel nostro territorio.