Degrado e sporco in centro a Pesaro, esplode la rabbia: “Telecamere e multe”

Tanti i ‘ricordini’ di Fido. Una residente: “Il regolamento comunale va rispettato”. La negoziante: “Se non pulissimo noi tutti i giorni, che situazione sarebbe?”

Degrado e sporco in centro a Pesaro, prossima capitale della Cultura

Mobili accatastati in strada dietro Palazzo Ricci, tra via Clementi e via Giordani

Pesaro, 1 settembre 2023 – “Shit” in inglese, "merde" in francese, "mierda" in spagnolo. In italiano lo sappiamo tutti come si dice: il problema dei pesaresi non è linguistico, ma direttamente proporzionale al fatto che i conduttori dei cani, propri o altrui, non sempre raccolgono quanto gli amici a quattro zampe rilasciano in giro per il centro storico. Risultato? Passeggiare a Pesaro non è, di questi tempi, un’esperienza edificante. E la candidatura, vinta, a capitale della cultura 2024 rende il fenomeno, di cui sui social si dibatte a tempo pieno, un paradosso. L’equazione con tanto di sfottò è immediata. Del resto non è il massimo dell’accoglienza costringere turisti e visitatori a guardare ossessivamente dove mettono i piedi, piuttosto che girovagare con lo sguardo curioso rivolto a monumenti e bellezze naturalistiche.

Come del resto non è una cartolina da mandare in giro il dietro di Palazzo Ricci, tra via Clementi e via Giordani, a due passi dal Conservatorio e dal palazzo rinascimentale dove ha dormito Torquato Tasso. A cercare buona musica o sulle orme del letterato il turista si imbatte in un selciato sconnesso, con il porfido scardinato; pareti, pubbliche e private, deturpate e angoli ricettacolo sia di immondizia che di rifiuti ingombranti. In Comune dicono che non possono intervenire perché le pertinenze sono private; rispetto ad un anno fa, quando ci siamo occupati di questo angolo a pochi passi da Piazza del Popolo, il condominio, se non altro, ha sostituito le piante morte nelle fioriere con strisce di prato sintetico.

“Io pago 900 euro di affitto al mese in un palazzo, senza parcheggio riservato e senza ascensore, proprio per un certo tipo di atmosfera che amo del centro storico – racconta una pesarese, 50anni, libera professionista –, ma la puzza e la camminata selettiva, proprio non la voglio mettere in conto. Mi dispiace: il Comune ha fatto un regolamento per il rispetto del decoro, è ora che lo faccia rispettare. D’inverno qualcosa in casa ti porti; d’estate con i sandali indosso una maledizione la mandi".

La segnalazione al Carlino è arrivata all’indomani di una giornata "prolifica": la nostra lettrice ci ha inviato un fotoreportage impubblicabile. Le vie battezzate e quindi rientrate a pieno diritto nella incresciosa galleria fotografica, tra angoli insudiciati e selciato scambiato per una lettiera a cielo aperto, immortala via Giordano Bruno, Corso XI settembre, Piazza del Popolo angolo via San Francesco, Piazzetta Esedra con una variazione sul tema degrado, inaspettato: una zampa di gallina tranciata e abbandonata.

Non son passate dallo sfogo 48 ore che sul profilo Instagram di "Katipastafresca" esplode una reprimenda pubblica: "Siamo Capitale italiana della cultura 2024, ma davvero vogliamo accogliere turisti e visitatori in un centro storico ridotto a sgambatoio e wc a cielo aperto per animali? – osservano i titolari della gastronomia del Corso –. Se noi commercianti non pulissimo tutti i giorni i dehors, i vasi, le vetrine, i marciapiedi e gli ingressi delle attività come si presenterebbe la situazione? Immaginate, qualsiasi lavoro, facciate di arrivare tutte le mattine nella vostra postazione di lavoro e prima di iniziare a poter lavorare dover pulire di ogni ...".

Le foto a documentazione dell’ultimo "souvenir" sono disgustose: "Sia chiaro – conclude il post –, nessuno vuole prendersela con gli animali. Si vuole piuttosto evidenziare la maleducazione, il menefreghismo e l’inciviltà di alcuni proprietari di cani che mette in cattiva luce anche tutti gli altri, scrupolosi e attenti". Anche per Katipastafresca, tra le soluzioni, non resta che "multare".

Sotto i portici del Corso XI settembre, un paio di commercianti, tra quelli che tutte le mattine all’apertura di negozio, buttano acqua e candeggina, per igienizzare i lasciti indesiderabili, confermano: "Al mattino presto c’è chi libera il cane e guarda il telefonino. E se ne guardano bene di pulire. Ma la cosa che dà più fastidio è quando, gli escrementi, te li trovi proprio davanti all’ingresso del negozio: è proprio menefreghismo". In molti metterebbero le telecamere per multare i trasgressori.