Donna si lancia dalla finestra per sfuggire all’ex violento: il calvario iniziò a Fano

Chaimaa, 25enne marocchina, nel 2021 aveva denunciato l’aguzzino. Ora lotta tra la vita e la morte nel suo paese d’origine. Barrasso: "Dire basta non basta"

Fano, 17 dicembre 2023 – Lotta tra la vita e la morte in un ospedale del Marocco la 25enne Chaimaa, una ragazza magrebina che ha vissuto a Fano e che qualche giorno fa si è gettata da una finestra al secondo piano per fuggire all’ennesimo scatto di violenza dell’ex fidanzato. Una violenza iniziata almeno due anni fa proprio nella nostra città.

Una manifestazione contro la violenza sulle donne e, a destra, Antonino Barrasso
Una manifestazione contro la violenza sulle donne e, a destra, Antonino Barrasso

Una violenza da "codice rosso" per la quale il connazionale allora 28enne che non aveva accettato di essere lasciato da lei, aveva patteggiato la pena di 1 anno e 9 mesi di carcere davanti al Giudice del Tribunale di Pesaro che aveva poi sospeso la pena, non riscontrando il pericolo di reiterazione.

Lui infatti le aveva chiesto perdono e Chaimaa nel frattempo si era trasferita in Francia dove aveva ricominciato una vita lontana da lui che era rimasto a Fano.

"Dire basta non basta" ammonisce Antonino Barrasso, presidente dell’associazione Alba Rosa che si occupa di assistenza alle donne vittima di violenza di genere, che ben conosce questa storia perché è stato lui la notte del 2 agosto 2021, a raccogliere la denuncia (un racconto di tante violenze subite, durato ben 5 ore) sporta dall’allora 23enne marocchina ai carabinieri di Fano di cui era comandante. Un’accusa, provata in sede giudiziale, di "sequestro di persona" e "lesioni aggravate".

“Ho sempre mantenuto i contatti con Chaimaa - racconta Barrasso - sebbene non parli una sola parola di italiano. Nell’estate 2022, mi aveva riferito di essere preoccupata, perché lui era tornato in Marocco e aveva minacciato la sua famiglia: dopo aver scontato i suoi debiti con la giustizia italiana, lui pretendeva che lei ritirasse quella querela. Cosa che poi Chaimaa ha fatto nonostante le sia stato sconsigliato. In quell’occasione le suggerii di rivolgersi all’autorità giudiziaria del Marocco, i parenti l’avevano già fatto. Aggiunse che i famigliari di lui accusavano lei di essere stata la rovina del figlio…".

A settembre 2023 Chaima torna in Marocco dai parenti, a causa del tremendo terremoto che aveva colpito il suo paese di origine con migliaia di vittime e feriti. Lunedì scorso l’epilogo. "Mi chiama concitata la cugina - continua Barrasso -, mi spiega che Chaimaa si trova in ospedale: in coma, con fratture degli arti, degli zigomi ecc. Mi dice che l’ex, dopo averla incontrata, l’ha ’portata’ in casa ed ha tentato di accoltellarla e lei per salvarsi si è lanciata dal secondo piano".

Barrasso ripensa ad Anastasjia e lancia un nuovo monito a tutte le donne perché non accettino quell’ultimo incontro chiarificatore, che spesso non è altro che un appuntamento con la morte: "Quello che è certo – dice Barrasso – e che Chaimaa aveva perdonato purché fosse lasciata in pace; che quest’uomo aveva chiesto perdono, spergiurando di non avvicinarsi a lei, così chiudendo il proprio debito con la giustizia italiana".