Le parole choc del figlio: "Per lei nessun dolore. Non era più mia madre da molto tempo"

Luca, 48 anni, è stato il primo a trovare il cadavere della donna: “Era a terra, coperta da un asciugamano. Mio padre era steso sul letto. La gente che commenta non conosce il dramma della nostra famiglia”

"Non provo niente. Né rabbia, né dolore per la morte di mia madre. Soffro solo per l’arresto di mio padre, perché mia madre non era più mia madre da un sacco di tempo, era un’altra persona… come la bimba dell’Esorcista. Nessuno però ci ha mai creduto, ascoltato, aiutato". A parlare è Luca, 48 anni, il figlio di Angelo Sfuggiti e Rita Talamelli che lunedì sera ha lanciato l’allarme, dopo aver trovato il corpo senza vita della donna di 66 anni strangolata dal marito, che poi ha tentato il suicidio, al culmine dell’ennesima lite.

Rita Talamelli, in un momento felice
Rita Talamelli, in un momento felice

"Provo solo un gran senso di vuoto - prosegue Luca - perché io e mio fratello ce l’aspettavamo che prima o poi sarebbe finita così. Abbiamo tutti chiesto aiuto mille volte alle istituzioni, ma nessuno ci ha ascoltato. Questo è il risultato. Le vere vittime siamo noi, io mio padre e mio fratello, che da più di 15 anni vivevamo nel terrore delle manie ossessivo compulsive di quella donna. E alla fine anche nella povertà, perché lei dilapidava i soldi e mio padre non sapeva più come fare a gestire la situazione. Ha rovinato la nostra famiglia".

Parla della madre in modo freddo e distaccato, Luca, un ragazzo sensibile e provato dalla vita. Del padre invece elenca tutte le debolezze. "Non riusciva a dirle di no in nulla – prosegue –. Non ha avuto il coraggio di denunciarla neppure quella volta che sono rimasto ferito io, perché lei lanciava le cose che aveva a portata di mano e così mi sono trovato un coltello conficcato nella mano. Lei invece una volta mi ha denunciato, perché le avevo dato uno schiaffone per farla tornare con i piedi per terra, in un suo momento di delirio". Un rapporto difficile il loro. "Mi ha cresciuto mia nonna, perché lei lavorava in pizzeria con babbo. Però litigava anche con nonna perché era gelosa del nostro rapporto". Questo è il contesto familiare in cui è maturata la tragedia, di cui Luca racconta l’epilogo.

"Sono andato in camera dei miei perché era ora di mangiare. Mio padre era steso sul letto. Ho pensato che non si sentisse bene e sono andato a smuoverlo. Ma non rispondeva. Allora ho acceso la luce e ho visto anche quell’asciugamano steso per terra vicino al letto. Pensavo che sotto ci fosse l’aspirapolvere, perché mio padre glielo nascondeva altrimenti lei stava 5 ore a passarlo nel bagno, per le sue fobie. Invece c’era mia madre. Mio padre l’aveva coperta dalla testa ai piedi prima di tentare il suicidio ingerendo medicine".

Ieri Luca ha letto online molti commenti contro il padre. "La gente non lo sa quello che è successo realmente nella nostra famiglia. Mio padre la trattava con i guanti di seta. Più le davi più lei voleva. Questa donna alla fine lo ha portato alla pazzia. Quest’ultimo anno soprattutto abbiamo fatto tanto per farli curare tutti e due. Ma lui non si curava perché i soldi li dava a lei per comprarsi profumi, creme corpo e dolci. Mio padre è stato sempre un brav’uomo, ha dato il cuore per tutti e ha fatto questo gesto estremo perché era disperato. Era depresso per colpa di mia madre, che spendeva tanti soldi e non ne avevamo più neppure per le bollette. Una volta è riuscita a spendere più di 7mila euro in un mese. Non prendeva neppure le medicine che servivano a controllare la sua aggressività".