Rita uccisa dal marito, il figlio della coppia: "Noi lasciati soli in balìa della malattia"

Fano, l’uomo ha strangolato la moglie e ha tentato il suicidio. "Il disturbo psichico ha distrutto mia madre, istituzioni assenti"

Fano (Pesaro), 22 novembre 2023 – È stata fissata per questo pomeriggio alle 13.45 l’autopsia sul corpo di Rita Talamelli, la 66enne fanese con problemi psichici strangolata dal marito lunedì sera al termine dell’ennesimo diverbio (video). Il marito, il noto pizzaiolo Angelo Sfuggiti, una volta resosi conto di quanto aveva fatto, ha coperto il corpo della moglie con un telo e poi ha ingerito dei barbiturici nell’intento di farla finita. Ma portato in ospedale in tempo, benché gravemente intossicato, è stato giudicato fuori pericolo. Non è però ancora in grado di parlare e per questo non sarà presente all’interrogatorio di convalida del suo arresto, previsto per oggi in tribunale alla sola presenza del legale che gli è stato assegnato d’ufficio.

Rita Talamelli, la 66enne fanese con problemi psichici, strangolata dal marito Angelo Sfuggiti (a sinistra). A destra i rilievi dopo il delitto
Rita Talamelli, la 66enne fanese con problemi psichici, strangolata dal marito Angelo Sfuggiti (a sinistra). A destra i rilievi dopo il delitto

Le parole choc del figlio: “Nessun dolore, non era più mia madre da molto tempo”

Sfuggiti è accusato di omicidio volontario, aggravato dal vincolo familiare. Per chi conosceva bene la situazione familiare, quest’epilogo non è stata una sorpresa. In primis per il figlio Luca, che alle 20.30 di lunedì ha lanciando l’allarme. Mamma Rita però era già morta, presumibilmente da cinque ore. "Non provo niente. Né rabbia, né dolore per la morte di mia madre – ci ha detto il 48enne, un uomo provato dalla vita –. Soffro solo per l’arresto di mio padre, perché quella donna non era più mia madre da un sacco di tempo, era un’altra persona… Nessuno però ci ha mai creduto, ascoltato, aiutato". Parla della madre in modo freddo e distaccato. "Provo solo un gran senso di vuoto – prosegue Luca – perché io e mio fratello ce l’aspettavamo che finiva così. Le vere vittime siamo noi, io mio padre e mio fratello, che da più di 15 anni vivevamo nel terrore delle manie ossessivo compulsive di mia madre che con noi era anche molto violenta. La sua malattia ha rovinato la nostra famiglia e ha condotto mio padre alla pazzia".

Ieri Luca ha letto online molti commenti contro il padre, nei siti che raccontavano dell’uccisione della madre. "La gente non lo sa… Ma mio padre la trattava con i guanti di seta. Però più le davi, più lei voleva. E se non l’accontentavi, ti aggrediva. Se le capitava una cosa per le mani durante una crisi, te la scagliava contro. Mi sono ritrovato un coltello conficcato nella mano per questo. Non l’ho denunciata. Lei invece mi denunciò quando la schiaffeggiai per farla tornare in sé".

"Non chiamatelo femminicidio. Non c’è ego, né possessione in questo omicidio. Solo un immenso dramma della solitudine", dicono Luca Navacchia e Marco Cascioli, amici fraterni dell’omicida, sconvolti ma non completamente sorpresi. "Una tragedia annunciata - proseguono - Angelo era la persona più buona di questo mondo. Se ti poteva aiutare ti aiutava, nonostante i problemi che la sua famiglia ha sempre avuto. Negli ultimi mesi però era arrivato al limite, era così depresso che aveva già tentato il suicidio coi barbiturici. Ma dopo un ricovero lampo, era stato rimandato a casa e non si era più visto nessuno: né un medico né i servizi sociali….".

Dopo Marina Luzi e Pierpaolo Panzieri, nella Provincia di Pesaro e Urbino un nuovo omicidio legato al disagio psichico. "Questo territorio – commenta Vito Inserra, presidente della Fondazione di comunità Libera.Mente – , non riesce a garantire la Prossimità Domiciliare. Mancano fondi, operatori e servizi. I servizi allenterebbero le tensioni delle famiglie, invece le famiglie vengono allentate finché implodono e si arriva alle tragedie".