Omicidio di Marina Luzi, la sorella: “Era terrorizzata da lui, perché aveva un’arma?”

Delitto di Fossombrone, lo sfogo di Milena: “Mi diceva che quell’uomo era un invasato, parlava solo di complotti”. Il dolore della madre: “Almeno fatemela vedere. Sono distrutta anche per Enrico e la bimba”

Fossombrone (Pesaro), 27 luglio 2023 –  “Mia sorella Marina era terrorizzata da quell’uomo, diceva che era invasato. Che parlava solo di complotti, di vaccini, diceva che bisognava spegnare i cellulari perché se no ci spiavano... E lei aveva paura che un giorno potesse fare del male a lei o a sua figlia”.

Milena Luzi (a sinistra) accanto alla sorella Marina
Milena Luzi (a sinistra) accanto alla sorella Marina

Milena Luzi, 39 anni, abita a Fano, ma ieri mattina era nella casa della madre a Santa Maria della Valle, nella campagna di Fossombrone. Vicino a lei, sua mamma, tutte e due devastate dal dolore. Milena ha perso la sorella, di un anno più grande, con cui era in simbiosi da sempre: "Ci dicevamo tutto. E mi aveva rivelato le paure che aveva con lui". Lui è il Andrea Marchionni, l’assassino della sorella (video).

Martedì sera dovevamo andare al cinema, a vedere ‘Barbie’, era da tre anni che non uscivamo da sole, senza figli”, racconta ancora Milena. Le ha mandato i messaggi al mattino di martedì, poche ore prima del delitto, l’ultima cosa che vede è sua sorella che visualizza, ma non le risponde. Poi si accorge, dal tam tam che appare sui social intorno all’ora di pranzo, che qualcosa di grave è successo nella zona dove abita Marina. Poi vede la foto della casa, chiede a qualcuno del Comune di Fossombrone (lei lavora all’Anagrafe), chi è la ragazza morta in quella zona. Alla fine scopre la tragedia. Ora sono lacrime, rabbia, e solo ricordi.

“A un certo punto – racconta Milena – le avevo anche detto di venire ad abitare qui da noi, perché la situazione con quell’uomo era pesante. Ma non è voluta venire. Credo che mia sorella avesse parlato anche con la madre di Andrea”.

Marina aveva studiato anche psicologia. E forse aveva provato a fare presente ai parenti che lo stato di salute mentale del 47enne con l’hobby della pittura era davvero preoccupante e che andava curato. Ma non risulta che l’uomo abbia mai fatto cure in quel senso. Di certo Marina si era accorta che con il cognato "non si poteva parlare", come diceva alla sorella. Al battesimo della nipote lui non si era presentato. Lo descrivono come uno che spiava, dalle tende. "Ma non credo a chi dice che lui avesse litigato con Marina qualche giorno fa". A voler significare che forse l’unico movente di questa tragedia è il delirio di un uomo, e nient’altro.

“Ora però io voglio tutelare la memoria di mia sorella – dice Milena – per questo ci siamo rivolti a un avvocato. Se lui era infermo di mente, perché aveva la pistola? E poi ci sono tanti che hanno fissazioni come le sue, ma non per questo sono infermi di mente".

"Il sogno di mia sorella – aggiunge Milena, e le si rompe la voce – era solo la famiglia. Di sposarsi, tra un po’, e di crescere la sua bambina. Con Enrico, li vedevi, erano innamorati come il primo giorno. Stavano insieme da 4 anni, lei era andata ad abitare lì durante il Covid, non aveva più voglia di aver problemi per spostarsi e andare da lui".

La madre delle due sorelle è distrutta. "Fatemela vedere, almeno fatemela vedere", dice, disperata. Ma ha la forza di dire: "Mi dispiace anche per quel ragazzo", aggiunge: cioè il compagno di sua figlia, Enrico, e capendo che lui è un’altra vittima. Compagno di una donna che gli è stata strappata alla vita dal fratello. "Per me, mio fratello, è morto e stramorto", pare che abbia detto Enrico, ieri mattina.