Omicidio di Pesaro, la polizia riapre la casa di Pierpaolo Panzieri. Sangue ovunque, i ricordi restituiti

Gli agenti riconsegnano ai genitori di Pierpaolo gli strumenti musicali che lui usava ed erano rimasti lì: la chitarra, una pianola, una tromba. L’assassino si è lavato le mani sporche si sangue nel lavandino

Pesaro, 23 giugno 2023 – Ieri sono stati tolti i sigilli alla casa dell’orrore di via Gavelli in centro a Pesaro. La proprietaria ha chiesto di tornarne in possesso. Il 20 febbraio scorso Michael Alessandrini, 30 anni, psicopatico, vi uccise con 13 coltellate il suo amico Pierpaolo Panzieri di 27 anni che lo aveva invitato a cena. Pier ci abitava in affitto da pochi giorni. La follia dell’assassino ha portato al massacro di un innocente che amava la musica e la poesia.

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Alessandrini poi fuggì col cellulare della vittima alla guida di una vecchia Clio. Lo arrestarono qualche giorno dopo in Romania, in treno, mentre viaggiava verso l’Ucraina. Il ritorno di ieri in quella casa di via Gavelli, dopo 4 mesi, ha fatto ritrovare alla polizia il sangue di Pierpaolo a terra, ormai rattrappito. E’ ovunque: in cucina, nel corridoio, nel bagno. Nel lavandino vicino ai piatti c’è acqua rossa, segno che l’assassino si è lavato le mani sporche prima di uscire.

La polizia nella casa del delitto
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A terra, ci sono le impronte dei piedi scalzi di Michael Alessandrini. Aveva tolto le scarpe per non sporcarle camminando sul sangue dell’amico che aveva appena ucciso con 13 coltellate, una mortale alla gola. Quelle impronte si ritrovano sia in cucina che nella camera da letto, fino al comodino. Segno che Alessandrini cercava qualcosa per fermare anche il suo sangue visto che era rimasto ferito.

E’ stato ritrovato anche un barattolo di Red Bull dietro alla lavatrice. L’aveva messa lì l’assassino per attirare in trappola Pierpaolo dopo avergli detto che aveva preparato una sorpresa per lui nel bagno. Appena il 27enne gli ha girato le spalle per andare a vedere, Alessandrini ha sferrato la prima coltellata alla schiena, e poi una seconda, una terza inseguendolo fino in bagno dove lo ha finito. Sul tavolo, ci sono ancora i piatti, i bicchieri, le forchette. La Scientifica della polizia ha controllato ogni dettaglio della casa facendo foto e video alla presenza dell’avvocato Salvatore Asole per conto dell’omicida. C’erano anche i familiari della vittima: i genitori, il fratello e un’amica di Pierpaolo, a cui è stata affidata per sempre una coperta trovata in casa. A loro è stato impedito di entrare. Troppo strazio. A guidare il sopralluogo della polizia era il capo della Mobile Paolo Badioli. La mamma di Pierpaolo ha chiesto di riavere gli oggetti più cari di suo figlio, la tromba, la chitarra, la pianola e il suo quaderno delle poesie oltre ad una coperta. Poi sono state consegnate le chiavi alla proprietaria. Una ditta di pulizie dovrà farla tornare una casa come tante. Ma non sarà facile.

ro.da.