Turismo, la ‘lezione’ del Dj: "Pesaro poteva diventare Formentera: e invece..."

Fabrizio Minuz spara a zero sulla politica di accoglienza della nostra città: "Sordina alla musica. Devono chiedersi perchè quest’anno siamo a -30%"

Una foto di Fabrizio Minuz dj
Una foto di Fabrizio Minuz dj

Pesaro, 17 agosto 2023 – “Sto rientrando da Forte dei Marmi", dice Fabrizio Minuz, forse il più noto Dj e intrattenitore della città e non solo. E’ l’uomo che gira con gli occhiali a raggi infrarossi perché vede la città e la riviera quando il sole tramonta ed inizia la notte. Torna da Forte dei Marmi dove ha organizzato una serata per una signora russa il cui padre gira dentro le stanze del Cremlino a Mosca. Poi sarà al Twiga della Santanché e Briatore, quindi a Rapallo per noti esponenti della finanza. In mezzo "ad auto di grossa cilindrata di personaggi sia russi che ucraini".

Insomma l’oro tira l’oro?

"A noi non ci manca nulla, ma siamo riusciti a mandare via il figlio della Matwienko, terza carica dello stato russo, che ha la sua villa sul San Bartolo".

Ha conosciuto Sergey Matwienko?

"Sì, per una festa nella sua casa. Ho visto fusti come quelli che si usano per la benzina pieni di caviale Beluga. Gli invitati arrivavano e lo tiravano su con grossi cucchiai".

Una storia da sceicco...

"Aggiungo, perché lo ha detto a me, con presenti testimoni, che voleva fare uno scalo turistico così avrebbe fatto arrivare a Pesaro tutti i suoi amici russi con gli yacht. Potevamo diventare una specie di Formentera".

Ed invece...

"L’abbiamo fatto fuggire per le denunce fatte per uno sterrato realizzato come eliporto. Questa è Pesaro".

Il difetto qual è?

"Che qui non c’è la cultura dell’accoglienza e forse qualcuno si dovrà chiedere perché c’è un calo turistico intorno al 30 per cento. E se si va avanti così il prossimo anno sarà meno 35%".

Lei è un uomo della notte e quindi vede l’altra città, quella che vuol vivere e che non protesta perché vuole dormire?

"Io dico solo che l’estate dura fondamentalmente otto settimane, che sono 8 weekend. E credo che per otto weekend si possa anche tollerare un po’ di musica. Cosa che invece qui non è possibile".

Faccia un esempio...

"Noi avevamo la Bahia del Sol a Baia Flaminia, non ci hanno fatto vivere perché tutte le sere arrivava anche l’esercito. C’è sempre la presunzione di colpevolezza nei confronti di chi fa. Ed eravamo anche disposti a venire incontro ai residenti della Baia".

Quindi?

"La gente deve capire che sono soldi che girano, che muovono anche un indotto. Tradotto, benessere per tutti. Invece qui c’è una sorta di mentalità calvinista e della predestinazione".

Ma qui i primi che si lamentano sono gli stessi albergatori...

"Appunto, ed ecco arrivare una stagione che fa segnare un meno 30% mentre se uno va a Civitanova trova una città murata di gente fino all’alba. Ma devo aggiungere che c’è anche da noi una identità di vedute anche tra politici e imprenditori".

Imprenditori?

"Certo, la vecchia generazione organizzava feste, perché le feste sono anche relazioni e occasioni di incontri che si traducono in lavoro. L’oro tira l’oro. Qui ora siamo diventati una meta del turismo povero di massa, mentre abbiamo tutto per diventare la nuova Formentera: dal territorio, al clima, per finire con l’enogastronomia. Qui invece si tende a stroncare la libera iniziativa. Io per 8 settimane sono per il liberi tutti".

Sì, ma i controlli?

"Tolleranza zero al parco Miralfiore o sotto casa mia dove i nordafricani spacciano".

Presenze così così anche al Rof, quest’anno. Riflessione?

"Che stiamo parlando di persone che decidono e che girano intorno a qualche salotto cittadino. Una storia tutta locale e senza respiro nazionale e internazionale, com’era invece fino a qualche anno fa. Soprattutto persone che non capiscono che hanno nelle mani l’oro, perché Rossini era la più grande rock star dell’Ottocento. Non sanno vendere e non sanno promuovere".

Scusi lei in cosa è laureato?

"Con una tesi proprio sul sistema turistico di questa provincia".