Valentino Rossi, crisi dei gadget: società in perdita per 2,5 milioni. "Ma nessuno rischia"

Staff e sindacati smentiscono licenziamenti: "I magazzini sono andati in gestione a una logistica di Marotta, Rossi aiuta personalmente due dipendenti che aspettano la pensione"

Pesaro, 10 dicembre 2023 – Ha smesso di correre (in moto), si diverte a fare il dj come è successo anche a Valencia e quando capita si fa vedere nel suo rifugio pesarese, un ristorante nell’area portuale, dove è anche ormeggiato il suo yacht, un San Lorenzo. Ma come accade a tutti i campioni, Valentino ha la sua curva nord, ma anche quella sud. E chi non lo ama, da giorni sta facendo i conti e le pulci alle società (quattro) che sono interamente possedute dal Fenomeno. Una perdita secca di 2,5 milioni di euro, stando ai bilanci depositati del 2022. Ed è possibile che anche il 2023 si chiuda senza stappare bottiglie di champagne.

Valentino Rossi possiede diverse società, nel 2022 non sono andate benissimo
Valentino Rossi possiede diverse società, nel 2022 non sono andate benissimo

Comunque i fari si sono accesi soprattutto su una società e cioè quella legata al merchandising e quindi ai cappellini, alle magliette e agli altri oggetti che i tifosi comprano nelle bancarelle prima della gare, oppure negli store dei grandi magazzini. Questa società, che si chiama VR/46 Racing Apparel, ha chiuso il 2022 con un rosso in bilancio di 760mila euro. Ha fatto molto peggio la VR/46, che ha chiuso il bilancio con una perdita di un milione e 600mila euro. Dentro il ‘buco‘ anche la VR/46 srl, che denuncia, stando ai conti del 2022, una perdita di 172mila euro. Una sola società della galassia Valentino Rossi ha chiuso in attivo: l’Accademy, che riporta un utile di 429mila euro. Tutte hanno la sede a Tavullia, dove abita il campione.

Ma sotto i riflettori è finita solamente la ’Apparel’ che è anche quella che ha, stando ai dati contabili, 42 persone a contratto. Stando alla curva sud ci sarebbero stati licenziamenti e richieste di cassa integrazione. Ma questo non risulta ai sindacati di Pesaro.

Un chiacchiericcio incalzante comunque, tanto che un esponente di peso del clan del Fenomeno esce allo scoperto e mette i puntini sulle ‘i’. "Tutto quello che si sta raccontando è completamente privo di qualsiasi fondamento. Per una serie di ragioni legate ai due anni di Covid e quindi anche al fatto che Valentino ha smesso di correre, la società ‘Apparel’ che cura il merchandising ha chiuso in perdita. Per cui i magazzini sono stati dati in gestione a una società di logistica di Marotta. All’interno di questa cessione, nei contratti c’è anche una clausola che riguarda proprio il personale e cioè il passaggio e la presa in carico dei 12 magazzinieri. Ci sono stati problemi solamente con due persone vicine alla pensione, che Valentino ha incontrato, e ha dato la sua disponibilità personale per integrare lo stipendio fino al pensionamento. Tutto questo è stato fatto perché la società si deve adeguare ai tempi e cambiare strategie di marketing avvicinandosi al modello che viene usato dai piloti della Formula 1".

E proprio perché sono cambiate le strategie, a settembre di quest’anno è stata creata una nuova società che si chiama ‘Agency’, che curerà proprio le sponsorizzazioni e anche il modello di marketing. Esce poi un angolo inedito della personalità di Valentino Rossi – la mamma Stefania è molto cattolica – ed è questo: "Tutte le volte che hanno bussato alla sua porta per situazioni delicate che riguardavano il mondo dei ragazzi e dei bambini ha sempre messo mano al portafoglio senza salire sul palcoscenico per farsi bello. Cifre importanti? Direi proprio di sì", conclude l’esponente di peso del clan del Fenomeno.

Tornando ai conti, in tutte le società di Valentino Rossi appare con diverse cariche il padre Graziano. Gli altri nomi che girano sono quelli di Carlo Casabianca, di Gianluca Falcioni e quindi di Carlo Alberto Tebaldi.