Ztl violata a raffica, 202 multe. Ora deve pagare 6mila euro. Il padre: "Sindaco, faccia qualcosa"

Un 23enne chiede il permesso per entrare in centro, ma Pesaro Parcheggi gli dà solo quello per parcheggiare: il ’disastro’ nasce da questo fraintendimento. Il giudice di pace ha abbassato la cifra iniziale, 20 mila euro

Ztl violata a raffica, 202 multe. Ora deve pagare 6mila euro. Il padre: "Sindaco, faccia qualcosa"
Ztl violata a raffica, 202 multe. Ora deve pagare 6mila euro. Il padre: "Sindaco, faccia qualcosa"

Pesaro, 10 dicembre 2023 – Vedersi recapitare a casa una multa è spiacevole; più di una multa inizia a essere demoralizzante. Ma c’è chi ne ha ricevute ben 202 (duecentodue): un record amaro che ha portato una famiglia alla disperazione, visto che la somma totale è di circa ventimila euro. È successo a Mauro Bigini, artigiano residente a Petriano, che nel giro di qualche settimana è stato destinatario di duecentodue verbali da parte del comune di Pesaro (formalmente dal comando associato di Polizia Municipale Pian del Bruscolo, di cui Pesaro fa parte). L’infrazione, sempre la stessa: ingresso in Ztl senza autorizzazione.

"Tutto ha inizio a marzo – racconta Bigini – quando mio figlio Giacomo va allo sportello di Pesaro Parcheggi per chiedere un permesso per entrare e parcheggiare nella Ztl di Pesaro (con l’auto che utilizza, intestata a me) per andare a trovare la ragazza che vive in centro, specificando via e numero civico. L’addetto gli dice che non c’è problema, gliene fa uno mensile per la somma di 51 euro. C’era anche un testimone assieme a mio figlio quel giorno. Dal giorno dopo, lui in buona fede inizia a entrare in Ztl con regolarità, alcuni giorni anche più volte".

Il problema è che in realtà a Bigini è stato rilasciato un altro tipo di autorizzazione, quella di ‘abbonamento per i parcheggi a raso della zona centro’, totalmente inutile per passare sotto l’occhio implacabile delle telecamere. "Ma mio figlio – prosegue Bigini – si fidava dell’addetto e non conosceva le differenze. Per lui era tutto in regola e si sentiva tranquillo ad entrare in Ztl. Tanto che dopo un mese torna allo sportello per rinnovare il permesso. Idem dopo due mesi. A nessuno dei due rinnovi gli dicono o chiedono nulla, lui dà per scontato che sia tutto ok. Solo al terzo rinnovo l’addetto si accorge e gli dice che non è valido per la Ztl".

Ma ormai era tardi: iniziano ad arrivare le multe. Prima una, poi dieci, poi cento… fino a duecentodue verbali. Padre e figlio si sentono crollare il mondo addosso. Ventimila euro è un anno di stipendi. Vanno a chiedere spiegazioni a Pesaro Parcheggi: sia gli addetti che il responsabile Michel Bezziccheri però, pur riconoscendo la buona fede del richiedente e che certo era successo qualcosa di strano, dicono di non poterci far nulla.

"Mi hanno detto che eravamo stati noi a chiedere quel tipo di permesso. Assurdo: a cosa ci serviva? Addirittura mi hanno consigliato, se non avevo i soldi per pagare, di fare un mutuo! La verità è che a mio figlio avrebbero dovuto dire fin dall’inizio che non essendo residente non poteva ottenere un permesso Ztl, e lì sarebbe finito tutto. Non fargli un altro permesso che non gli serviva a nulla. Hanno ammesso che c’è stata una anomalia, ma dicono che non possono rimuovere le multe perché altrimenti la Corte dei Conti può intervenire. Allora sono stato dal giudice di pace: la dottoressa Denicolò ha capito la nostra buona fede, ma l’unica cosa che ha potuto fare è stata togliere tutte le multe oltre la prima per ogni giorno. La cifra è scesa così a 6mila euro più l’avvocato, ma non azzerata: servirebbe una attestazione di errore interno che però Bezziccheri non ci ha voluto rilasciare".

Il cruccio di Bigini è soprattutto morale: "Dal punto di vista economico sono costretto a pagare ormai: se non saldo mi bloccano tutto, e andare in tribunale mi costerebbe di più. Ma mi brucia soprattutto una cosa: non essere ricevuto dal sindaco Ricci. Ho fatto una decina di richieste per parlargli, anche tramite il mio avvocato, ma niente. Un cittadino deve parlare al sindaco di un problema molto importante e sbatte la testa contro un muro. Chi me li ridà i soldi che verserò ingiustamente alle casse del Comune? Ovviamente li pagherò io, ma se mio figlio di 23 anni non avesse me alle spalle come farebbe? Possibile che Ricci, Comune, Polizia Municipale, Pesaro Parcheggi siano totalmente indifferenti alle ingiustizie di un cittadino? Tutti ammettono l’anomalia ma di fatto nessuno fa nulla: mio figlio sarebbe un matto se avesse davvero chiesto un permesso per i parcheggi a raso e poi fosse entrato deliberatamente 202 volte in Ztl. È ovvio che il sistema è malato: gli enti hanno sempre ragione e il cittadino onesto deve pagare. Ricci, ci ascolti e faccia qualcosa".