La denatalità gela il dialogo: duello tra Roccella e Bonaccini

Il governatore accusa: "Troppi tagli". La ministra replica: "Pochi bimbi anche in Emilia-Romagna". L’appello della Cei per dare sicurezza ai giovani. De Palo: obiettivo 500mila nascite entro il 2033

La ministra Eugenia Roccella e il governatore dell'Emilia-Romagna Stefano Bonaccini

La ministra Eugenia Roccella e il governatore dell'Emilia-Romagna Stefano Bonaccini

Bologna, 20 febbraio 2024 – La locomotiva emiliano-romagnola corre, sbuffa, crea occupazione, attrae investimenti. E chi lavora fa anche più figli?

No, per la ministra Eugenia Roccella, che oggi è stata protagonista di un botta e risposta niente male con il governatore Stefano Bonaccini.

Il ring, tutt’altro che belligerante, è stato quello degli Stati generali della Natalità, celebrati in uno dei palazzi della Regione, con la partecipazione anche del cardinale Matteo Zuppi.

Numeri, prospettive, posizioni sul fine vita, interpretazioni politiche diverse sull’importanza dei flussi migratori. Tutto questo in un dibattito politico ricco, e anche sulle culle vuote Bologna e Roma non sono proprio riuscite a trovare una tregua.

Gigi De Palo, organizzatore del Tour che per la prima volta parte dalle Due Torri, oggi aprendo i lavori aveva fatto risuonare l’allarme.

"Il grande problema in Italia è che chi non vuole figli è libero di non farli, ma chi li vuole non è libero di farli". L’obiettivo è quello di 500mila nuovi nati entro il 2033. "È l’obiettivo che l’Istat ha fissato, per fare in modo che il sistema paese non crolli", ha detto De Palo. Il presidente della Cei ha tracciato un solco di speranza.

"Purtroppo, in momenti così difficili – ha rimarcato Zuppi –, la ricerca di tanta sicurezza sembra non portarne mai a sufficienza. Dobbiamo invece darle tutte, le sicurezze: la casa, combattere il precariato, dare sostegni. Nei Paesi in cui è stato fatto, la tendenza si è invertita".

Lo stesso solco era stato percorso precedentemente da Agnese Pini. "Dobbiamo partire da quale speranza affidiamo alle generazioni dei ventenni, trentenni e quarantenni – ha detto la direttrice di QN-il Resto del Carlino –. E media e politica escano dalla narrazione semplicistica di un tema cruciale per il presente e per il futuro".

Per Matteo Lepore, sindaco di Bologna, "dalla crisi demografica si esce solo con una grande alleanza che dia vita a un ecosistema virtuoso. Bologna c’è, ma la sfida è a livello nazionale".

Anche Bonaccini aveva aperto alla collaborazione interistituzionale, ma prima c’era stato l’attacco frontale al governo.

"Ministra, non tagliate sulla sanità pubblica, perché il diritto all’istruzione e alla salute deve essere garantito – ha dichiarato il governatore –. Sta accadendo e lei non può smentirmi: il rapporto tra spesa pubblica e Pil scenderà dal 6,8 al 6,5% e tra due anni al 6,1%". Roccella ha risposto per le rime.

"Sono nata a Bologna, posso condividere l’orgoglio del presidente Bonaccini per i risultati raggiunti, questo è un territorio sicuramente molto attrattivo. Però non si fanno figli a Bologna e nemmeno in Emilia-Romagna – l’affondo tra gli applausi –. Deve cambiare la cultura della natalità in Italia, troppe donne si dimettono dopo il primo figlio".

Poi, al termine del tavolo politico, lo scambio a distanza. Bonaccini: "I nostri dati sono positivi, in controtendenza rispetto al resto d’Italia".

Roccella: "Trend minimo e in linea con le medie italiane. Nessun segno positivo in Emilia-Romagna significativo a fronte dei risultati raggiunti".

La ministra è anche intervenuta sul fine vita, dopo che la Regione Emilia-Romagna ha emanato una determina con indicazioni alle Ausl (rendendo accessibile il suicidio assistito in casi irreversibili).

"È fondamentale che si rispetti la sentenza della Corte Costituzionale e che non si vada oltre. Penso che non bisogna saltare quei paletti – ha detto – e che non si possano fare venti delibere regionali diverse.

La sentenza è autoesecutiva, quindi quello che serve c’è già". A Roccella ha risposto Marco Cappato. "La ministra spieghi come quei paletti della sentenza siano stati valicati. Altrimenti sono soltanto chiacchiere da bar".