Piero ed Erik, 145 ore di corsa

I ravennati hanno portato a termine la massacrante Tor330 in Valle D’Aosta

Erik Flamini e Piero Brandolini impegnati durante la gara in Valle d'Aosta: hanno corso 145 ore e in questo articolo ci raccontano la loro impresa
Erik Flamini e Piero Brandolini impegnati durante la gara in Valle d'Aosta: hanno corso 145 ore e in questo articolo ci raccontano la loro impresa

Ravenna, 21 settembre 2023 – Grande impresa per Piero Brandolini ed Erik Flamini che hanno portato a termine il massacrante Tor330 disputatosi sulle cime più alte della Valle d’Aosta.

I due ravennati hanno corso 145 ore, dormito poco più di 5, mangiato nei punti vita e affrontato ogni tipo di clima, dopo essere partiti alle 10 di domenica 10 settembre da Courmayeur insieme ad altri 1000 atleti provenienti da tutto il mondo.

Brandolini e Flamini hanno tagliato il traguardo insieme sempre a Courmayeur sabato 16 alle 10, dopo quasi una settimana di gara: soltanto in 600 sono riusciti a portare a termine la corsa.

Il percorso si snodava tra le alte vie montane della Valle d’Aosta con stretti cancelli orari entro cui passare per assicurarsi di poter proseguire.

I 330km da percorrere correndo prevedono un dislivello del percorso di 24.000 metri, praticamente come salire tre volte di seguito il Monte Everest. "La fatica è stata tanta, anche psicologica – afferma Brandolini –. ma personalmente la cosa maggiormente difficile da gestire è stato il cibo seppur l’organizzazione della corsa, nei punti vita, abbia messo a disposizione molto cibo locale. In certi momenti, soprattutto al buio e dopo tante ore di corsa e carenza di sonno, la testa non è sempre stata lucida ma a questo eravamo preparati e con il mio socio siamo andati avanti, facendoci forza a vicenda".

Dello stesso pensiero è Flamini che aveva già preso parte alla gara non riuscendo però a terminarla. "È stato il secondo tentativo – dichiara Flamini – ed è stato quello buono. Nonostante la fatica, le difficoltà, il tempo che scorreva inesorabile e le crisi da superare, il viaggio è stato davvero incredibile. Per terminarlo, oltre che mesi di allenamenti e metri di dislivello accumulati, a mio avviso, ci vuole anche una certa componente di fortuna e di coincidenze che devono girare a tuo favore".