Banda del carburante: arrestato anche il benzinaio. Petra scoprì subito il primo furto del 26 dicembre

Ravenna. Altre due ordinanze di custodia in carcere, dopo le prime tre a carico di due dipendenti infedeli e un autotrasportatore. In tutto otto i colpi, per totali 43mila litri di gasolio sottratti

Distributore sequestrato ad Alfonsine
Distributore sequestrato ad Alfonsine

Ravenna, 10 febbraio 2024 – Otto furti, per un totale di 43mila litri di gasolio sottratti alla Petra srl – con un danno superiore ai 70mila euro – da parte di due dipendenti infedeli, con la complicità di due autotrasportatori e un benzinaio di Alfonsine, individuato come uno dei destinatari del carburante di contrabbando, così sottratto anche al pagamento delle accise. Dopo i primi tre arrestidue dipendenti di 61 e 58 anni, e un 50enne autotrasportatore –, l’inchiesta di Guardia di Finanza e Ufficio delle Dogane ha portato alla carcerazione anche di un secondo camionista, 59 anni, e del 50enne benzinaio, difeso dagli avvocati Luigi Filippo Gualtieri e Stefano Dalla Valle. Le accuse sono furto pluriaggravato, violazione della norma sulle accise e associazione per delinquere.

Le indagini hanno portato a scoprire un sistema ingegnoso messo a punto dalla banda, che tuttavia non ha colto impreparato il legale rappresentante di Petra, Paolo Ghinassi, che dopo il primo furto, e la prima querela presentata, a suo modo si è improvvisato detective, in stretta collaborazione con le forze di polizia, monitorando le azioni dei suoi dipendenti sospettati. I quali, emerge, hanno commesso una grossa imprudenza: mettere segno il primo furto in un giorno non comune, con un volume di traffico di autocisterne di gran lunga inferiore al normale: il 26 dicembre 2023. Quel giorno, peraltro, è stato commesso il furto più consistente, 10mila litri di gasolio. Ghinassi si era accorto già il giorno dopo del furto, chiedendo l’intervento delle Fiamme Gialle, per poi il 28 denunciare l’ammanco. Il giorno di Santo Stefano, infatti, Petra aveva effettuato un’apertura eccezione, per rifornire distributori e alcuni aeroporti che nelle festività avevano terminato le scorte di carburante.

Controllando le giacenze, attraverso la verifica dei contatori fiscali, aveva così scoperto che all’appello mancavano circa 13-15mila litri di gasolio. Osservando i video, si poteva notare che un’autobotte aveva fatto accesso poco dopo le 5, uscendo quaranta minuti dopo senza autorizzazione. Lo stesso mezzo era rientrato il giorno dopo per un carico legittimo, ma con un numero di targa diverso: il 26, con nastro adesivo nero, due ‘F’ erano diventate ‘E’, quando l’uscita del mezzo era stata favorita dalla copertura della fotocellula di sicurezza. Il Gip Corrado Schiaretti, nell’ordinanza di carcerazione, parla di "articolato e ben rodato sistema di sottrazione, nel quale ognuno degli indagati ha svolto un compito preciso". Eppure, una volta compreso il primo, i vertici di Petra hanno alzato il livello di attenzione, reiterando la presentazione di altre denunce in occasione di ciascun furto. La corsia di carico scelta era sempre la stessa, più defilata ed eludibile dal sistema di videosorveglianza, così la piazzola di pesa lordi. Il giudice ha motivo di pensare che il distributore di Alfonsine non fosse il solo destinatario del carburante rubato, ma ne individua almeno un secondo, a Forlì, la cui titolare è moglie di uno dei due autotrasportatori indagati. Questi si sono tutti avvalsi della facoltà di non rispondere, non così il 58enne dipendente infedele – difeso dai legali Silvia Brandolini e Paola Emilia Bellosi –, le cui prime dichiarazioni, all’indomani dell’arresto in flagranza, sono state valutate dal Gip come un tentativo di sminuire il proprio ruolo nell’associazione quale semplice gregario.

Nella sua cassaforte, invece, sono stati sequestrati 82mila euro, peraltro tracciati poiché accompagnati da un incauto post-it con scritto “Petra“. Lo stesso, peraltro, effettuava la timbratura del badge di servizio solo dopo i furti, facendosi risultare assente nonostante la sua presenza nello stabilimento fosse stata filmata. Altri 54mila euro sono stati trovati nella disponibilità del benzinaio di Alfonsine.