Lòm a Mêrz, da lunedì si accendono i fuochi

Al via la rassegna organizzata dall’associazione ‘Il Lavoro dei Contadini’. Si inizia con l’inaugurazione della mostra fotografica ‘Abitare la terra’.

Lòm a Mêrz, da lunedì si accendono i fuochi

Nelle campagne faentine tante saranno le ‘focarine’ che si accenderanno (Tedioli)

Al via per il ventiquattresimo anno i Lòm a Mêrz: la storica rassegna, organizzata dall’associazione ‘Il Lavoro dei Contadini’ che ha luogo dal 2000 nelle campagne faentine, torna con una nuova edizione in calendario nel periodo consueto dal 26 febbraio al 3 marzo. Un periodo dell’anno, quello dei ‘Lumi di marzo’, che ormai ha ben poco a che vedere con l’inverno cui erano abituati i contadini del ‘900, ma che vede rinnovare la tradizione dell’accensione dei fuochi propiziatori nelle aie e nei cortili di case coloniche, agriturismi e ristoranti subito dopo il tramonto.

Il tema scelto per l’edizione 2024 è ‘Abitare la terra’, naturale prosieguo di quello rivolto alla mezzadria dell’annata 2023. Il programma prevede oltre trenta eventi, a partire dall’incontro in agenda lunedì 26 alle 18 alla Sala Bigari di palazzo Manfredi, al termine del quale verrà inaugurata alla galleria della Molinella, alle 19, la mostra fotografica ‘Abitare la terra, le antiche case custodiscono i ricordi’: immagini in bianco e nero delle diverse tipologie rurali alle province romagnole, che mettono in luce i loro diversi caratteri distintivi per forma strutturale, impiego di materiali, disposizione degli ambienti all’interno e degli annessi all’esterno. Analizzate dall’architetto Egidio Miserocchi (furono argomento della sua tesi negli anni Settanta) le foto sottolineano quanto il tema del recupero del patrimonio rurale fosse già allora di forte attualità a causa del proliferare di anonime costruzioni che sorgevano accanto ai ruderi, snaturando la primigenia identità degli edifici colonici del passato. In mostra anche una sezione fotografica di alcuni scatti del geografo e storico Lucio Gambi (conservati nel fondo omonimo della Biblioteca Classense di Ravenna), in particolare quelli dedicati all’architettura rurale, da lui utilizzati per la pubblicazione ‘La casa rurale in Romagna negli anni Cinquanta’. Per ulteriori informazioni si può visitare il sito internet www.illavorodeicontadini.org.

f.d.