Marinara finisce in vendita: "È estranea al nostro business"

Davide Sinigaglia (Sorgeva): "Tanti diportisti non pagano il dovuto per utenze, servizi e posto barca"

Davide Sinigaglia, presidente di Sorgeva, a Marinara
Davide Sinigaglia, presidente di Sorgeva, a Marinara

Ravenna, 10 febbraio 2024 – Marinara ha terminato i lavori prescritti dall’Autorità portuale (distributore di carburante, parcheggio a servizio del cantiere e piazzale per lo svuotamento delle acque nere per oltre 800mila euro di lavori) necessari per rendere definitiva la concessione, che dovrebbe avvenire entro il 2024, e dare così certezza ai diritti di superficie dei clienti che verranno garantiti fino al 2054. E aprire così la strada alla messa sul mercato di una struttura totalmente estranea al business della società che la detiene, Sorgeva, che è una coop agricola basata a Ferrara.

Un passaggio fondamentale, quello della garanzia della concessione che seguirà al collaudo, per la marina di proprietà di Seaser a sua volta posseduta dalla coop Sorgeva che ha ’ereditato’ la struttura di Marina di Ravenna a seguito del fallimento di Cmr di Filo di Argenta ed è entrata in gioco in quanto garante dei debiti di Cmr. Una volta avuta la certezza sulla concessione, Sorgeva, come anticipa il presidente Davide Sinigaglia, metterà sul mercato Marinara. "Cercheremo di vendere gli ultimi 7 appartamenti che dopo il collaudo avranno un valore reale e non solo virtuale, così come gli esercizi commerciali; ma la via che abbiamo deciso di imboccare – spiega Sinigaglia – è quella di vendere la marina che è totalmente estranea al business di Sorgeva e alla quale finora è costata ben 10 milioni. Avremmo potuto spenderli per comprare terreno agricolo o attrezzature e invece, a causa di una fideiussione da 20 milioni siamo ancora in gioco".

Sorgeva, all’inizio, aveva il 17% del capitale di Marinara ed entrò in gioco per una scelta politica di LegaCoop Ferrara. Ora il valore del complesso è di circa 9 milioni ma trovare l’acquirente (in campo c’è l’advisor Alvarez & Marsal) non è un’operazione semplice, stante anche la stasi che attraversa il mercato nazionale dei porti turistici. Intanto la società ha rimesso ordine nei conti e azzerato i debiti verso i fornitori che erano arrivati a quota 2,5 milioni.

“Abbiamo chiuso il 2023 – spiega Sinigaglia – con ricavi per 2,2 milioni un utile di 700mila euro ma un Ebit a zero a causa della crescita degli interessi sul debito di 12 milioni che dobbiamo spesare". Da qui la necessità di fare cassa mettendo sul mercato prima gli ultimi appartamenti rimasti a disposizione (sette) oltre alla parte commerciale (molti negozi inutilizzati sono di proprietà di privati) che però appare più difficile da collocare stante anche il frazionamento e la non continuità degli spazi a disposizione che non ha consentito a Sorgeva l’idea di realizzare un outlet, come ipotizzato. Attualmente i posti barca disponibili a Marinara sono 1.200, di cui 200 sono riservati al transito. I 1.000 posti barca disponibili sono occupati al 75%.

"Il guaio – spiega Sinigaglia – è che tanti clienti non pagano il dovuto per utenze e servizi, canone demaniali né per il costo del posto barca. Siamo ‘fuori’ per circa 800mila euro e dobbiamo mettere in campo una grande attività di recupero crediti verso colori che non pagano e che per l’80% sono ravennati". Nonostante ciò Seasar continua investire e ha speso oltre 3,5 milioni per rifare tutto il calpestabile.