Ravenna invasa dal cattivo odore: la colpa è di un fertilizzante agricolo

Arpae ha rilevato che la causa è una sostanza, legale e non nociva, usata sui terreni da un’azienda del forese

Puzza a Ravenna: è colpa della Trimetilammina per concimare i campi
Puzza a Ravenna: è colpa della Trimetilammina per concimare i campi

Ravenna, 31 gennaio 2024 – Un odore forte e persistente, come di pesce marcio. Lo si sente dentro alle case, nelle vie del centro, in piazza del Popolo. Tanti ieri si sono interrogati sull’origine della puzza che ha invaso Ravenna, e il vicesindaco Eugenio Fusignani ha chiesto chiarimenti in merito ad Arpae, anche per applicare eventuali sanzioni. La puzza era la stessa già avvertita alcuni mesi fa, all’indomani dell’alluvione. Allora tanti avevano attribuito la colpa alle maxi discariche post alluvione, con materiali immersi nell’acqua e nel fango del fiume. In realtà la causa è sempre la stessa: il nome del composto chimico è trimetilammina, legata generalmente alla decomposizione organica. Va detto che si tratta di una sostanza non nociva, per quanto l’odore sia spiacevole. Ed è contenuta all’interno di un fertilizzante organico utilizzato in agricoltura, la borlanda liquida, che Arpae ha identificato come la causa del cattivo odore in città. "Abbiamo ricevuto alcune segnalazioni circa la puzza – raccontano da Arpae – e abbiamo fatto qualche sopralluogo. La causa dell’odore è stata identificata nello spandimento della borlanda liquida".

La sostanza è infatti stata utilizzata proprio ieri per la concimazione del terreno da parte di un’azienda agricola del forese. Niente di illegale, però: "È un fertilizzante di libero utilizzo, che non ha particolari vincoli e non necessita di autorizzazione né ha regolamentazione dal punto di vista ambientale – spiega Arpae –, anche se causa cattivo odore persistente per almeno un paio di giorno".

È probabile che l’odore sarà presente anche nei prossimi giorni, visto che l’azienda agricola ha riferito ad Arpae di avere in programma un altro spandimento e che si tratta di un’attività spiacevole ma consentita.