Addio alla pasionaria Nadia Borghi. La storica lavandaia di via Adua che battagliò contro il porta a porta

Stroncata da una malattia a 70 anni, fondò il comitato cittadino Santa Croce col marito Omar Goldoni

Addio alla pasionaria Nadia Borghi. La storica lavandaia di via Adua che battagliò contro il porta a porta

Addio alla pasionaria Nadia Borghi. La storica lavandaia di via Adua che battagliò contro il porta a porta

La città piange la ‘pasionaria’ Nadia Borghi, morta giovedì scorso all’età di 70 anni stroncata da una malattia. Storica titolare di una lavanderia in via Adua, ma nota soprattutto per il suo forte senso civico. Di fatto aveva fondato il comitato cittadino del quartiere Santa Croce e si rese protagonista di un’aspra battaglia contro il porta a porta voluta dall’Amministrazione Comunale dell’epoca, quindici anni fa, in particolare dalla giunta di Graziano Delrio (sindaco contro il quale si scontrò diverse volte). Lanciò persino un referendum popolare, poi mai attuato, con una raccolta firme per abolire la raccolta differenziata a domicilio, sostenendo che rischiava di produrre più disagi ai cittadini e carenze igieniche, temi che ancora oggi salgono quotidianamente alla ribalta delle cronache in particolare in zona stazione.

Nadia poi si era ritirata dalla scena dell’impegno civico negli ultimi anni, anche contestualmente alla scomparsa del marito Omar Goldoni – compianto coordinatore tecnico di radiologia all’Arcispedale Santa Maria Nuova e che ricoprì anche il ruolo di membro della Commissione comunale per le autorizzazioni ai locali di pubblico spettacolo – col quale portavano avanti insieme le battaglie formando una coppia inossidabile, anzi un trio con la loro amata cagnolina Laika (gli animali erano la loro altra grande passione). E ce ne fossero di persone così…

Chi la conosceva bene, la dipinge come una persona solare, simpatica, determinata e tenace, sempre con la battuta pronta e la risposta giusta, innamorata della sua città e del suo quartiere per la quale era disposta a immolarsi senza indugi sui temi nei quali credeva fortemente. Adorava invitare gli amici a casa sua a cena dove immancabilmente si parlava sempre di politica e degli aspetti da migliorare.

Nadia lascia il fratello Athos, medico al Policlinico di Modena, e due nipoti. Ieri mattina i funerali con un addio con una cerimonia né laica né religiosa, solo un piccolo momento di ricordo in forma privata per i familiari e i conoscenti più cari.

dan. p.