Affidi Bibbiano, Foti assolto: ecco le motivazioni. “La paziente soffriva già da prima”

Angeli e Demoni, depositata la sentenza della Corte d’Appello che ha scagionato lo psicoterapeuta. Per i giudici non partecipò all’abuso d’ufficio però "beneficiò" dell’illecito sulla casa di cura in Val d’Enza

Reggio Emilia, 6 setembre 2023 – Il reato di abuso d’ufficio, contestato nel processo sugli affidi illeciti di bambini in Val d’Enza, si realizzò. La Corte d’Appello, che ha in giugno ha assolto lo psicologo Claudio Foti, boccia la procedura seguita per conferire alla onlus ‘Hansel e Gretel’ il servizio di psicoterapia sui bambini, poi praticata nei locali pubblici della ‘Cura’ a Bibbiano, per l’accusa in assenza di un bando pubblico. Parla di "affidamenti fatti in pieno spregio della normativa in materia di appalti".

Caso affidi a Bibbiano: Foti assolto. Ecco le motivazioni
Caso affidi a Bibbiano: Foti assolto. Ecco le motivazioni

E di "evidente illegittimità caratterizzante il sistema degli affidi, che si desume delle modalità di pagamento delle sedute di psicoterapia, contrario anche a un delibera di giunta regionale (1102/2014)".

Foti era stato condannato in primo grado a 4 anni con rito abbreviato per abuso d’ufficio e lesioni che sarebbero derivate a una 17enne dalle sue sedute e assolto da frode processuale. L’Appello, a cui sono ricorse difesa e procura, ha annullato la condanna. "L’assenza di provvedimenti tesi a disciplinare gli affidamenti del servizio di psicoterapia - si legge nelle motivazioni - si evince dal tentativo di Federica Anghinolfi di far risultare formalmente che il soggetto committente fosse l’associazione ‘Casina dei bimbi’, attraverso la predisposizione di un’apposita bozza dell’accordo multilaterale".

Secondo la Corte, "è integrato anche l’ingiusto vantaggio conseguito dall’uso sine titulo dei locali della Cura, a cui gli psicoterapeuti di ‘Hansel e Gretel’ avevano libero accesso". Ciò viene desunto "dalla fatturazione degli importi a Sie srl, soggetto diverso da ‘Hansel e Gretel’, perché quest’ultima non perdesse carattere no profit".

Foti viene assolto "perché non vi sono elementi materiali per ascrivergli materiale compartecipazione all’attività amministrativa ritenuta illegittima, essendosi lui limitato a eseguire le prestazioni illecitamente affidate. E non si ravvisano elementi sufficienti per attribuirgli intese, pressioni o sollecitazioni".

Foti è stato assolto da lesioni perché la Corte "non condivide", e si dice "sorpresa", "per la radicale assenza di un percorso generalizzante di carattere scientifico seguito dai consulenti del pm e dal giudice di primo grado per accertare il nesso tra le sue sedute di psicoterapia e la patologia della ragazza". E si rimarca che, "al contrario di quanto sostenuto dalla madre della minorenne, lei aveva una situazione critica già prima dell’inizio della terapia. E risulta pacifico che lei consumasse stupefacenti anche pesanti già a 15-16 anni".

L’avvocato Luca Bauccio, che assiste Foti, dichiara: "Siamo soddisfatti e speriamo che questa sentenza sia da monito alle facili semplificazioni e alle demonizzazioni che hanno causato questa vicenda. La sentenza restituisce dignità a Foti e lancia una netta critica alla metodologia seguita in primo grado: i temi scientifici non possono essere trattati affidandosi alla mera intuizione o al pregiudizio".