Processo Saman, il cugino Ikram: "Il fratellino è arrabbiato, ma sa che sono innocente"

L’avvocato Petrelli chiede l’assoluzione per Ikram Ijaz, cugino della vittima

"Il fratellino  è arrabbiato. Ma sa che sono innocente"
"Il fratellino è arrabbiato. Ma sa che sono innocente"

Reggio Emilia, 1 dicembre 2023 – "Ikram Ijaz era felice del fatto che il fratello di Saman venisse a testimoniare nel processo. Mi diceva: ‘Lui sa la verità e io verrò liberato’. Poi, dopo averlo ascoltato parlare in aula, Ikram mi ha riferito: ‘Alì è arrabbiato, se la prende con noi ma non è questa la verità".

L’avvocato Mariagrazia Petrelli ieri ha chiesto l’assoluzione per il cugino: "Un giovane ingenuo e positivo - lo ha descritto-. In questi due anni mi ha detto di non aver mai fatto niente. Sostiene di poter accettare il carcere, ma non di poter perdere i contatti con sua madre. Dopo che gli erano state sospesi colloqui con le sorelle minori, lui aveva anche manifestato intenti suicidari. Ora lui vorrebbe tornare a Novellara per lavorare nell’azienda agricola Bartoli".

All’inizio dell’arringa, Petrelli ha richiamato la relazione del proprio consulente di parte, Pier Matteo Barone, che non concorda con quella del perito Dominic Salsarola, archeologo forense nominato dal tribunale: "Non si può escludere che gli sgrotti", ovvero le nicchie che sarebbero state aggiunte alla fossa per potervi adagiare meglio il cadavere di Saman, "siano stati fatti involontariamente dalla polizia giudiziaria". Si sofferma sulle immagini del 29 aprile 2021 che inquadrano lo zio e i due cugini: "C’è stato un palese travisamento della prova. Quel giorno loro tre non sono andati scavare la fossa: ce lo dicono le telecamere. Sono stati immortalati con le pale prese da Bartoli, poi da loro lì riposte, ma secondo la perizia lo scavo sarebbe stato fatto con quella presa a casa dei tre. Ciò potrebbe bastare, ma oltretutto secondo il nostro consulente archeologo forense Pier Matteo Barone sono errati non solo i metodi per analizzare la stratigrafia, ma anche per comparare le impronte delle pale con lo scavo". Per la difesa è riscontrato anche il racconto di Ijaz sui lavori fatti nell’orto: "Lui ha detto di aver tirato via erbacce e legnetti, a un certo punto lo raggiunge Nomanulhaq Nomanulhaq, poi incontra Hasnain e vanno a mangiare le fragole. Ijaz mi ha chiesto che fosse messo per iscritto che lui aveva alzato la mani per salutare i cinesi". Loro, in aula, non hanno ricordato questo particolare: "Ma allora Ijaz - dice il legale - voleva mettersi nella posizione di essere smentito oppure è la prova della sua innocenza".

Sulla notte del 30 aprile 2021, e la visione del fratello Haider dalla porta di casa, rimarca che "la casa alla fine della strada ghiaiata, a 205 metri di distanza, avrebbe impedito di vedere i volti dei cugini perché posta alle loro spalle. Davanti a lui Haider aveva gli ostacoli fisici dei genitori e della sorella, nonché le serre".

Lui accusa i cugini per la prima volta il 21 maggio 2021, "dicendo che sono andati a piangere dopo essere stati chiamati dal padre post delitto, e parla di scavo". Poi, il 18 giugno 2021, "sostiene che zio e cugini sono andati a scavare e li riconosce nelle immagini degli imputati con gli attrezzi come scena a cui avrebbe assistito". Al dibattimento, "il colpo di scena: Haider non li ha mai visti e avrebbe appreso tutto durante una gita a Novellara il 19 maggio 2021". Il cambio di rotta di Haider è avvenuto "perché si sentiva abbandonato dai cugini, da un blocco telefonico di Ijaz".

In diverse diverse intercettazioni della sua innocenza: ‘Kami è scappato solo per paura’. E poi: "Lui ha visto i cugini solo al mattino del primo maggio: è stato smentito dalle telecamere". Dice che lui non fuggì: "Attivò la geolocalizzazione a Marsiglia, fece un selfie sotto la torre Eiffel e comprò un biglietto FlixBus per la Spagna a suo nome. Dopo l’arrivo carabinieri, la partenza improvvisa di Hasnain e Haider il 6 maggio, i cugini partirono per paura". Ha aggiunto che Il padre di Ikram chiese Saman in moglie per l’altro figlio, ma Shabbar disse no. E ha ribattuto all’avvocato Barbara Iannuccelli, parte civile per Ayub Saqib, sulle "bugie di Saman": "Sono evidenze processuali".

L’avvocato Petrelli ha evidenziato nel finale che Zaman Fakhar, fratellastro di Shabbar Abbas, agganciò la cella nella notte tra 30 aprile e primo maggio 2022. Lui si è sottratto all’istruttoria dibattimentale> perché dalla Spagna ha rifiutato di testimoniare e poi si è reso irreperibile. "Sono stati usati due pesi e due misure".

Alessandra Codeluppi