Reggio Emilia, riqualificazione case Acer di via Doberdò: “Fornitori non pagati da un anno”

La denuncia e la protesta di Debora Paterlini, titolare di un magazzino edile dal quale la ditta dei lavori ha acquistato i materiali

Debora Paterlini davanti al cantiere coi carabinieri

Debora Paterlini davanti al cantiere coi carabinieri

Reggio Emilia, 15 aprile 2024 – “Non vengo pagata da un anno dalla ditta che sta facendo i lavori per la riqualificazione delle case Acer di via Doberdò”. La denuncia è di Debora Paterlini, titolare di Itco, magazzino edile con sede a Cella (e con un punto vendita anche a Novellara) fornitore dell’azienda che sta eseguendo i lavori. E che stamattina si è piazzata davanti al cantiere con una protesta simbolica per poi chiamare i carabinieri e denunciare formalmente l’agenzia per la casa di Reggio Emilia.

Siamo nella zona dell’ex ospedale Lazzaro Spallanzani e le case in questione furono proprio un lascito alle famiglie di medici e infermieri, gestite da Comune e Acer. Ora è in corso un restyling annunciato poche settimane fa dagli enti pubblici. “Proprio questo – racconta Paterlini – ha rappresentato la spinta per compiere questo gesto. Acer si pavoneggia per questo intervento, ma non risponde alle mie mail da mesi”.

La titolare di Itco poi entra nei dettagli. “L’appalto per i lavori è stato vinto dalla ditta Ime srl che ha acquistato i materiali da noi ad agosto scorso – spiega Paterlini – Ma già la prima fattura da 12mila euro non ci è stata ancora pagata. Io ho 15 dipendenti, sono un piccolo magazzino edile, come facciamo ad andare avanti così?”.

Poi si chiede: “Com’è possibile che gli appalti pubblici vengano dati ad una ditta che, come risulta dalla piattaforma Credit Safe, abbia 900mila euro di protesti? Con la Ime siamo per vie legali, però quello che ci tengo a dire è che le aziende reggiane vanno tutelate. Noi vogliamo che Reggio diventi più bella ed è per questo che lavoriamo da anni col pubblico e con ditte affidabili. I nostri materiali sono stati acquistati ad esempio per il restauro della Reggia di Rivalta. Dovremmo poterci fidare degli enti pubblici, invece ci troviamo a combattere per essere pagati ed evitare di saltare per aria. Ora basta. Chiedo risposte e voglio quanto mi spetta”.