Ruba un cimelio da Birkenau: studente fermato dalla polizia

La bravata di un 18enne del Gobetti durante il viaggio d’istruzione nei lager nazisti in Polonia

Il vagone simbolo sulla judenrampe, vicino al quale il ragazzo ha raccolto un oggetto metallico; a fianco, il binario che conduce al campo di Birkenau

Il vagone simbolo sulla judenrampe, vicino al quale il ragazzo ha raccolto un oggetto metallico; a fianco, il binario che conduce al campo di Birkenau

Reggio Emilia, 1 marzo 2024 – Ha pensato di poter prendere un cimelio dal campo di concentramento di Birkenau e di portarselo a casa come ricordo. Ma è stato scoperto e fermato dalla polizia che lo ha rilasciato dopo una furiosa ramanzina.

Una bravata quella di un 18enne reggiano, studente di quinta superiore dell’istituto Gobetti di Scandiano, che si trova in questi giorni in gita scolastica in Polonia per il classico e intenso ‘Viaggio della Memoria‘ organizzato da Istoreco. Giovedì mattina con la sua classe e altri gruppi, è stato in visita al campo di sterminio di Birkenau. Stando a quanto si apprende, poco dopo l’inizio del tour guidato – nei pressi della cosiddetta judenrampe, il binario dove i prigionieri ebrei venivano fatti scendere per poi essere condotti nell’abominevole lager dove i nazisti uccisero oltre un milione di persone durante l’Olocausto – il ragazzo si è chinato e ha preso un oggetto metallico non meglio precisato ai piedi del vagone simbolo che giace sulla ferrovia. Lo ha messo nella tasca del giubbotto e poi ha continuato la visita come se nulla fosse.

Al pomeriggio però la scolaresca si è diretta verso la seconda parte del programma previsto, verso l’adiacente museo di Auschwitz. Durante i controlli, il metal detector ha suonato. Come da prassi, è scattata la perquisizione. Il giovane, convinto di non aver fatto nulla di illecito (in effetti all’esterno di Birkenau non sono presenti divieti o cartelli, ma ci si dovrebbe affidare al buonsenso) ha subito mostrato il cimelio agli addetti alla sicurezza. Che però hanno dovuto, da protocollo, chiamare la polizia.

Mentre i compagni proseguivano la visita, lui è stato trattenuto. A restare per dargli supporto, una delle guide che ha fatto da interprete e una docente. Il ragazzino ha condotto le forze dell’ordine fino al luogo dove aveva prelevato l’oggetto, riponendolo così al suo posto.

Il giovane ha chiesto subito scusa e ha mostrato di essersi pentito. "Pensavo si potesse prendere e non credevo fosse un oggetto importante, volevo un ricordo di questa esperienza", avrebbe detto per giustificarsi. Alla fine è stato rilasciato senza alcuna denuncia, cavandosela con un rabbioso rimprovero ufficiale. Nonostante le forze dell’ordine polacche abbiano capito la sua buonafede, ha ricevuto però il diniego ad entrare nel campo di Auschwitz dovendo aspettare la fine del tour da parte dei compagni. "In albergo – racconta chi era presente – era affranto, ma dopo una bella ‘lavata di capo’, ha capito l’errore".

Non è la prima volta che accadono episodi simili ad Auschwitz-Birkenau. Nel 2013, un uomo era stato fermato all’aeroporto di Cracovia, sorpreso ai controlli con un pezzo di filo spinato che venne sequestrato dai poliziotti. "Volevo un ricordo del luogo dove morì mio padre", disse. Lui fu rilasciato perché prelevò l’oggetto in un luogo non protetto dal museo e non costituiva dunque reato. Stesso epilogo capitò l’anno successivo ad un francese. Diversamente andò per un americano che tentò di portare via un pezzo di binario, fu arrestato e condannato al carcere.