Saman, la verità del padre Shabbar: “Soffre per la figlia morta, è innocente”

L’incontro di oltre due ore nel carcere di Modena con i suoi avvocati. Slitta la testimonianza del fratello della vittima, venerdì comparirà in aula

Shabbar Abbas e la figlia Saman

Shabbar Abbas e la figlia Saman

Reggio Emilia, 4 settembre 2023 - Un colloquio di oltre due ore con i suoi avvocati difensori, nel carcere di Modena dove è detenuto. Shabbar Abbas, il 47enne estradato dal Pakistan accusato dell'omicidio della figlia Saman nelle campagne di Novellara assieme ad altri quattro familiari, oggi è apparso "visibilmente sofferente per quello che è successo alla figlia. Una sofferenza vera, fortissima. Si tratta di una padre a cui è stata uccisa una figlia", spiega il suo legale Simone Servillo.

Durante il colloquio odierno l'imputato avrebbe avuto "crisi emotive importanti" nel pensare alla fine della 18enne. "Lui si professa innocente e lo farà anche venerdì quando verrà in aula".

Shabbar Abbas, dunque, conferma la volontà di presentarsi davanti alla Corte d'Assise per difendersi di persona nel processo che lo vede imputato assieme alla moglie Nazia Shaheen (unica ancora latitante), al fratello Danish Hasnain e ai nipoti Ikram Ijaz e Nomanhulaq Nomanhulaq.

Secondo le ricostruzioni dell'accusa il padre della giovane sarebbe il mandante del delitto (poi eseguito da fratello e nipoti) avvenuto nella notte fra il 30 aprile e il 1° maggio 2021 nelle campagne di Novellara; un omicidio avvenuto come punizione per la ribellione della giovane a un matrimonio combinato con un cugino in Pakistan e per il suo vivere troppo occidentale, dicono le ricostruzioni. Poche ore dopo la sparizione di Saman, Shabbar e la moglie Nazia sono fuggiti dall'Italia prendendo un volo dalla Malpensa per Islamabad.

Dopo essere stato arrestato il 15 novembre scorso nella regione del Punjab su mandato di cattura internazionale, attraverso il suo legale pakistano Abbas ha fornito diverse ricostruzioni dell'accaduto. Prima ha sostenuto che la figlia fosse ancora viva in Belgio, poi che fosse stata 'rapita' dai servizi sociali italiani, per poi addossare la colpa della sua sparizione al fidanzato Saqib che avrebbe avuto interessi economici al riguardo.

Gli avvocati difensori del 47enne, Simone Servillo ed Enrico Della Capanna hanno chiesto, nel frattempo, di poter rimandare la testimonianza del fratello di Saman, inizialmente fissata per venerdì (8 settembre), e di poter riascoltare alcuni dei testimoni di polizia giudiziaria che erano stati sentiti quando la posizione di Abbas era stata stralciata.

Alla luce di queste richieste la Corte potrebbe dunque decidere di rivedere il calendario (erano già state fissate sette udienze, fino a fine ottobre) e di aggiungere nuove date.