L’eredità di Gianni Agnelli, la saga dei veleni arriva a Rimini: tutto quello che c’è da sapere

La figlia di Gianni e il giornalista Moncalvo nel mirino dell’ex legale di Margherita Agnelli, Luigi Gamna: "Ha rilasciato dichiarazioni diffamatorie in un libro". A maggio sarà discussa l’archiviazione

Una foto del 2003 della famiglia Agnelli: da sinistra Margherita Agnelli Edoardo Agnelli, Marella Agnelli e Gianni Agnelli

Una foto del 2003 della famiglia Agnelli i: Margherita Agnelli (S) Edoardo Agnelli, Marella Agnelli e Gianni Agnelli . ANSA

Rimini, 22 febbraio 2024 – Le trame di casa Agnelli passeranno dalle aule del Tribunale di Rimini. Un filo di quella matassa lunga vent’anni e srotolata da Margherita Agnelli per l’eredità del padre conduce in città, dove il 16 maggio verrà discussa davanti al gip del Tribunale la richiesta di archiviazione – da parte del pm e con relativa opposizione del querelante – della denuncia per diffamazione presentata da Luigi Emanuele Gamna, ex legale della figlia di Gianni Agnelli, nei confronti della sua erede e dello scrittore-giornalista Gigi Moncalvo.

Sulla scrivania del giudice finiranno alcune dichiarazioni rilasciate dalla figlia dell’Avvocato nel libro Agnelli Coltelli , scritto da Moncalvo e "finito di stampare nel mese di settembre 2022 presso Maggioli Spa, stabilimento di Santarcangelo di Romagna", come recita l’ultima pagina del volume.

È per competenza territoriale, dunque, che la denuncia presentata a Firenze e poi trasferita a Rimini, porta sotto la lente una querelle legale iniziata nel lontano 2007, riemersa prepotentemente in questi giorni, dopo che la Procura di Torino ha aperto un’inchiesta sulla base dell’esposto di Margherita Agnelli per presunte irregolarità fiscali sul pagamento del vitalizio che la Agnelli versava alla madre Marella in virtù di accordi presi nel 2004. Un passato di veleni, un passato che tormenta, da quando all’epoca la figlia dell’Avvocato aveva rinunciato all’eredità paterna in cambio di oltre un miliardo di euro. Salvo poi contestare la successione e il patto siglato con la madre, che l’avrebbe alla sua morte "scippata" dello scrigno di famiglia: quella società ’Dicembre’, matrioska dell’impero al cui interno stanno arroccate la holding Exor e quindi il gruppo editoriale Gedi, la Juventus e Stellantis, società nata dalla fusione di Fiat, Chrysler e Peugeot.

Nomi di aziende e società che furono al centro di quell’accordo sull’eredità di Gianni Agnelli in cui Luigi Emanuele Gamna fu uno dei due avvocati che assistettero Margherita e di cui la stessa Agnelli fa una ricostruzione nel libro Agnelli Coltelli di Moncalvo. Sono proprio alcuni virgolettati e la ricostruzione, ritenuta errata, effettuata da Margherita nel volume che è stata ritenuta dall’ex legale "diffamatoria".

Dello stesso avviso però non è stato il sostituto procuratore Davide Ercolani, che a fine 2023 ha inoltrato al gip la richiesta di archiviazione per la denuncia per diffamazione, ritenendo il volume "un ulteriore tassello della ultradecennale diatriba riguardante la successione ereditaria patrimoniale di Gianni Agnelli".

Ma l’intrigo legale in salsa House of Cards è destinato ad allungarsi come un’ombra, dal momento che l’avvocato Gamna ha ribadito come il libro e le dichiarazioni della Agnelli qui contenute abbiano messo in dubbio l’operato professionale di allora, di Gamna e del collega svizzero Jean Patry, con la Agnelli che avrebbe dubitato della loro fedeltà professionale.

Ma Margherita Agnelli "manifestò soddisfazione per l’accordo raggiunto nel 2004 che le consentiva di acquisire una parte significativa del patrimonio paterno", sostiene nell’opposizione all’archiviazione il querelante Luigi Emanuele Gamna. Poi "tornò sui propri passi – riprende l’ex avvocato di Margherita – e ora tenta di entrare in possesso di Dicembre, la cassaforte di famiglia che consente di avere il controllo del gruppo intero".

"Il senso del discorso – scrive Gamna – è chiaro: io e il mio collega ci saremmo ‘venduti alla controparte’, cedendo alle lusinghe e patrocinando la nostra cliente in modo infedele all’interno di un sistema mafioso governato da una setta". Margherita però "sa che non esistono elementi di prova – prosegue l’avvocato – che possano suffragare la sua tesi, strumentalmente e artatamente costruita per sostenere le iniziative per entrare in possesso della società Dicembre".

Quanto all’esistenza di un patrimonio offshore dell’Avvocato, sottratto all’imposizione fiscale italiana e a Margherita, Gamna afferma che all’epoca non se ne avevano prove. "Forse – scrive – oggi le cose sono diverse e quella che allora poteva essere solo un’ipotesi ha maggiore consistenza. Ma noi non eravamo al corrente di nulla".