Lite stradale fra magistrato e tre studenti: volano pugni e minacce

Vice procuratore onorario a processo dopo lo scontro con i giovani riminesi. La discussione scoppiata in via Matteotti a causa di una mancata precedenza

La furibonda lite in strada è avvenuta nel settembre del 2020 in via Matteotti
La furibonda lite in strada è avvenuta nel settembre del 2020 in via Matteotti

Rimini, 3 gennaio 2024 – Una lite stradale, condita da insulti e minacce, sfociata in uno scambio incrociato di querele tra le quattro persone coinvolte: tre studenti riminesi di appena vent’anni e un magistrato onorario. A ristabilire la verità, su quell’episodio avvenuto il 10 settembre del 2020 in via Matteotti, dovrà essere ora il tribunale di Ancona (competente per i procedimenti riguardanti magistrati del distretto emiliano-romagnolo), a seguito della citazione a giudizio delle quattro parti in causa.

La prima udienza a carico dei giovani riminesi (difesi dagli avvocati Luca Greco, Sonia Pernini e Gian Paolo Colosimo) è in programma per oggi: due di loro sono accusati di minacce, mentre il terzo dovrà rispondere dell’accusa di lesioni. Lesioni, minacce e violenza privata sono invece le ipotesi di reato che vengono contestate al Vpo (vice procuratore onorario), difeso dall’avvocato Gerardo Grippo: nel suo caso, la prossima udienza è stata fissata per il 18 aprile. Nel corso dell’udienza in programma oggi, gli avvocati che difendono gli studenti riminesi chiederanno l’accorpamento dei due distinti procedimenti penali.

La vicenda, come già detto, risale all’incirca a tre anni fa. Quel giorno i giovani studenti riminesi avevano trascorso il pomeriggio al centro commerciale ‘Le Befane’ e stavano facendo rientro a casa in sella ai loro motorini. Stanno percorrendo via Matteotti in scooter quando, all’altezza del semaforo di via Bissolati, uno di loro resta leggermente indietro, staccato dal gruppo di circa trenta o quaranta metri. E’ in quel momento che, lungo la strada, incrocia il magistrato onorario, anche lui alla guida di uno scooter. Uno dei due taglia la strada all’altro: uno dei veicoli finisce sull’asfalto. Ne nasce una discussione furibonda. Il giovane e il magistrato si fermano sul bordo della strada e incominciano a litigare. Volano parole pesanti, da una parte e dall’altra. Gli altri studenti, vedendo quella scena, tornano indietro e raggiungono l’amico, prendendo le sue difese. I toni ci mettono poco a scaldarsi: ciascuna delle due parti pretende di avere ragione e il confronto si svolge in maniera tutt’altro che pacata. La tensione sale, qualcuno dei presenti probabilmente si lascia sfuggire delle minacce e forse ci scappa anche un pugno o uno schiaffone. Sul posto interviene quindi una pattuglia della polizia di Stato, che riporta la calma tra i contendenti e dà avvio ai rilievi per la ricostruzione della dinamica. Gli agenti mettono a verbale le dichiarazioni rilasciate da entrambi.

La storia tuttavia non è finita lì. Passa qualche giorno ed ecco che, sia il magistrato onorario che gli studenti, decidono di formalizzare le loro querele. Lo studente, da parte sua, accusa il Vpo di averlo colpito al naso causandogli lesioni guaribili in dieci giorni, e di aver rivolto a lui e i suoi amici minacce pesanti, facendo leva proprio sul suo ruolo di vice procuratore onorario.

Diametralmente opposta la versione del magistrato, che ha invece riferito di essere stato minacciato e intimidito dai giovani riminesi e di essere stato raggiunto da un pugno al volto che gli ha causato lesioni guaribili in 27 giorni.