Venezi sul podio dopo le polemiche: "Torno a guidare l’orchestra Rossini"

Il "direttore" protagonista del Concerto di Carnevale a Cattolica. Ospite il violista Davide Alogna

Il direttore d'orchestra Beatrice Venezi

Il direttore d'orchestra Beatrice Venezi

Beatrice Venezi torna a guidare l’Orchestra Rossini di Pesaro. Il direttore e pianista di fama internazionale, oggi alle 18,30 al Teatro della Regina di Cattolica, guiderà il celebre corpo musicale per lo speciale Concerto di Carnevale, che avrà come special guest il violista Davide Alogna. Nessun accenno alle polemiche scatenate nelle scorse settimane in ambito politico, in particolare dopo l’imitazione di Virginia Raffaele. La Venezi preferisce parlare solo dei concerti e del carro allegorico apripista, quello del ‘Pupo’ intitolato ‘Chiamatemi direttore’, che oggi pomeriggio aprirà il Carnevale di Fano. Una divertente allegoria che la ritrae in abito e unghie verdi con bacchetta in mano.

Rieccola a dirigere la storica orchestra in una speciale occasione.

"Torno a dirigere la Rossini di Pesaro e con noi ci sarà anche il violinista Alogna. Con il repertorio ci concentriamo all’incirca sulla metà dell’Ottocento e sulla seconda metà dello stesso secolo, visto da diverse prospettive. Da una parte abbiamo Paganini e Rossini che omaggia Paganini, e dall’altra la coeva compositrice francese Louise Farrenc, alla quale ho dedicato uno dei capitoli del secondo libro Le sorelle di Mozart, storie d’interpreti dimenticate, di cui ho diretto già diversa musica, perché la trovo interessante".

Proporrà la Prima Sinfonia della Farrenc, legata a una singolare storia?

"È la storia di Louise che ancora oggi può servirci da monito, un esempio. Lei non è ricordata, come altre, per essere la sorella di, la moglie di. Col marito ha piuttosto creato un duo di musica da camera di successo e gira l’Europa. Poi il consorte decide di tornare a Parigi e di aprire una casa editrice, per cui la Farrenc comincia a insegnare al conservatorio parigino, portando avanti per un decennio una personalissima lotta: essere pagata allo stesso livello e modo dei colleghi. Alla fine vince: è alla pari col partner musicale, per cui apre una nuova prospettiva, e ottiene quanto le è dovuto, tema sul quale stiamo ancora discutendo".

Cos’altro proporrà oggi?

"Un mot à Paganini, una sorta di dialogo immaginario tra lo stesso Paganini e Rossini che l’ha scritto per violino e pianoforte, noi ne eseguiremo una trascrizione per orchestra d’archi. C’è poi Paganini perché abbiamo due raccolte di variazioni per violino, quella sul tema rossiniano dal Mosè e quella intitolata Carnevale di Venezia".

A lei quest’anno è dedicato il ‘Pupo’ del carnevale di Fano.

"E’ un carro di seconda categoria che fa alcuni movimenti e inaugura la sfilata dei carri, per cui ne divento testimonial, dirigendo idealmente tutta la sfilata. Oggi pomeriggio, dunque, sarò prima a Fano e poi a Cattolica".

È attiva in cinque continenti, cos’altro desidera?

"La cosa di cui vado più fiera in assoluto è il debutto a maggio al Teatro Colòn di Buenos Aires, ossia la Scala del Sud America, tra l’altro con la Turandot di Puccini, mio conterraneo. Poi ci sarà l’opera di Hong Kong e altri importanti progetti. A questo punto mi manca solo il continente Africa".