Vittima del branco, parla il 17enne ferito: "Mi hanno accoltellato senza un motivo"

È tornato a casa il ragazzo aggredito da un gruppo di coetanei una settimana fa in corso d’Augusto: "L’ho scampata per miracolo: una delle pugnalate è arrivata a soli tre centimetri dal cuore"

L’intervento della polizia e dei sanitari del 118 in corso d’Augusto dopo l’aggressione

L’intervento della polizia e dei sanitari del 118 in corso d’Augusto dopo l’aggressione

Rimini, 25 marzo 2024 – I medici l’hanno dimesso l’altro ieri, "anche se sento ancora forti dolori. Servirà del tempo per rimettersi in sesto". È tornato a casa il 17enne riminese, vittima della feroce aggressione avvenuta la sera del 16 marzo in centro storico. Il ragazzo era finito nel mirino di un gruppo di coetanei: dopo averlo pestato con calci e pugni uno di loro l’aveva accoltellato con due fendenti al torace e all’addome. Il branco è riuscito a fuggire, nonostante il tempestivo intervento della polizia di Stato, accorsa subito in corso d’Augusto. Gli agenti sono al lavoro per identificare gli aggressori. "Spero che vengano identificati e presi al più presto. L’ho scampata per miracolo: una delle pugnalate è arrivata a soli tre centimetri dal cuore", rivela il ragazzo ferito, studente di liceo.

Come sta ora?

"Le ferite si stanno cicatrizzando, ma sento ancora dolori. Dopo l’operazione subita all’intestino e a un polmone, ho portato i drenaggi per diversi giorni. Ma per fortuna il peggio è passato e sono contento di essere tornato finalmente a casa".

Che cosa ricorda dell’aggressione?

"Tutto, perché sono sempre rimasto cosciente. Anche quando sono arrivate l’ambulanza e la polizia".

Conosceva chi l’ha aggredita?

"Alcuni ragazzi li conosco, di vista. È gente che frequenta il centro storico il fine settimana, come capita a me e ai miei amici".

Ha capito perché l’hanno presa di mira? C’era stato prima un litigio, o comunque un qualche motivo di scontro?

"No. Solo con uno di loro, mesi fa, avevo avuto un battibecco su una chat di Whatsapp. Una cosa banalissima, nulla di che. Si era chiusa lì. Poi, la sera del 16 marzo, mentre io ero in centro con due amici, lui e altri mi hanno incrociato e hanno cercato subito di attaccare briga. Prima a parole, poi sono passati ai fatti".

L’hanno picchiata?

"Hanno alzato le mani, sì. Ma fortunamente un altro gruppo di ragazzi è venuto subito in mio soccorso e mi ha difeso. Penso che i due gruppi si conoscessero tra loro".

E dopo?

"Credevo fosse finita. Ma poco dopo si sono di nuovo avventati contro di me. Dopo avermi accerchiato alcuni mi hanno colpito con pugni e calci. Il tutto sarà durato una trentina di secondi. Nel frattempo è arrivato la polizia e loro sono scappati. Io ero a terra, quando mi sono rialzato ho sentito delle fitte e mi sono accorto che perdevo molto sangue. Uno di loro mi aveva accoltellato all’intestino e a un polmone".

Ha paura di incontrarli di nuovo in centro, quando potrà tornare a uscire?

"La paura c’è... Mi hanno aggredito senza motivo. È gente che alla sera esce non per divertirsi, ma per trovare da dire con altri ragazzi".

Dopo il grave episodio avvenuto il 16 marzo, le forze dell’ordine hanno rafforzato i controlli in centro. L’altra sera c’erano oltre trenta uomini (tra poliziotti, carabinieri, vigili, esercito e guardia di finanza) a presidiare la zona di piazza Cavour e della Vecchia pescheria e le aree adiacenti.