Assalto a Marcon coi kalashnikov, colpo da “professionisti” ma forse hanno fatto un errore: riconosciuta la Golf bianca della fuga

Probabilmente è una banda di ex militari attiva da anni: risulta una decina di rapine messe a segno con le stesse modalità tra Lombardia, Emilia-Romagna, Piemonte e Veneto

Un rapinatore ha preso in ostaggio una commessa della gioielleria
Un rapinatore ha preso in ostaggio una commessa della gioielleria

Marcon (Venezia), 10 febbraio 2024 –  Prosegue la caccia in tutto il Veneto a una Golf bianca, la seconda auto usata per la fuga dal commando di 5 rapinatori che mercoledì sera, con i kalashnikov spianati, ha messo a segno il colpo al negozio Gioielli di Valenza all’interno del centro commerciale Valecenter di Marcon. Un’azione che, analizzata dagli esperti, è stata organizzata nei dettagli, quindi messa a segno da malviventi professionisti, persone capaci di maneggiare armi da guerra come ex militari e di muoversi con precisione e senza perdere il controllo. Inoltre si tratta probabilmente di una banda attiva da tempo. Quella di Marcon è stata una rapina molto simile a una decina di colpi già commessi negli ultimi 10 anni in altre gioiellerie dello stesso gruppo presenti in tutto il nord Italia, tra Piemonte, Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto. Tutte rapine in centri commerciali ben studiate, sotto la minaccia di armi da guerra e con bottino di preziosi da svariate decine di migliaia di euro ciascuno. Solo l’ultimo colpo al Valecenter, da una stima non confermata, sarebbe superiore ai 200mila euro.

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L’assalto alla gioielleria di Marcon studiato nei dettagli

Un assalto studiato nei dettagli: tutto in pochi minuti, poco prima dell’orario di chiusura e senza imprevisti. I 5 rapinatori hanno prima parcheggiato l’auto con cui sono arrivati a Marcon, una Panda rossa rubata poi subito abbandonata dopo la fuga, in un’area del parcheggio non coperta da telecamere, si sono mossi rapidamente nel centro commerciale, volto coperto e poche parole tanto che ancora ci sono dubbi se parlassero bene l’italiano o avessero un accento forse dell’Est Europa. Poi hanno sfruttato la paura delle due giovani commesse della gioielleria per farsi consegnare i preziosi ma senza esagerare, senza sparare un colpo o perdere il controllo, gestendole una dopo l’altra come ostaggi anche se terrorizzate. E quindi la fuga rapida senza lasciare tracce. Tranne forse quella del cambio auto: dalla Panda rossa abbandonata poco distante a una Golf bianca che forse i malviventi ritenevano “sicura” ma che invece è stata riconosciuta dagli investigatori incrociando le immagini di alcune telecamere di sorveglianza sulle strade.

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L’allarme bomba

Intanto, intorno a centro commerciale Valecenter di Marcon resta la tensione dopo il panico dell’assalto coi kalashnikov. Ieri c’è stata una telefonata anomina nella quale una persona annunciava la presenza di una bomba all’interno, una segnalazione che ha costretto nel pomeriggio ad evacuare il punto vendita della Sme che si trova nell’ipermercato. Ricevuta la chiamata, che parlava di una esplosione di lì a poco, la direzione del centro commerciale ha applicato il protocollo di sicurezza evacuando il negozio. Le verifiche degli artificieri, con le unità cinofile, non hanno portato al momento a nessun ritrovamento sospetto.

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Il governo studia un disegno di legge sulla sicurezza

Su un assalto così preoccupante è anche intervenuta anche la politica. “Vedere una rapina con kalashnikov in un centro commerciale ovviamente spaventa, ma come Ministero e Governo stiamo lavorando ad una serie di iniziative, portate a termine con diversi decreti”. Così il sottosegretario al Ministero della Giustizia, Andrea Ostellari, commenta quanto accaduto l'altra sera al centro commerciale Valecenter di Marcon. “Il disegno di legge sulla sicurezza a breve verrà sottoposto all'esame della Camera e da lì partiremo con ancora più impegno - ha sottolineato - È necessario il lavoro di squadra. C'è bisogno di più attenzione”.