Non vuole il farmaco, caos in cella. "Quando esco di qui ti sparo"

Il detenuto rifiutava la medicina in presenza dell’infermiera: aggredite le guardie

Rifiuta di assumere la terapia a vista e lancia uno sgabello contro l’infermiera (foto d'archivio)
Rifiuta di assumere la terapia a vista e lancia uno sgabello contro l’infermiera (foto d'archivio)

Ancona, 10 febbraio 2024 – Rifiuta di assumere la terapia a vista e lancia uno sgabello contro l’infermiera che per poco non è stata colpita. Per placare il detenuto sono dovuti intervenire sette poliziotti riempiti di insulti e minacce rivolte soprattutto ad un vice ispettore a cui ha detto: "Quando esco fuori ti sparo in faccia, da oggi hai un nemico in più".

Teatro della rivolta è stato il carcere di Montacuto, protagonista un pugliese di 26 anni, recluso per diversi reati e che ieri è stato condannato dal giudice Pietro Renna a sette mesi per resistenza a pubblico ufficiale.

Era il 13 novembre del 2021 quando il detenuto, che doveva seguire una terapia farmacologica dettata da una patologia, è stato raggiunto in cella da una infermiera che doveva somministrargli un farmaco. Il 26enne ha mostrato subito reticenza a prendere la pasticca perché non voleva farlo mentre era controllato dall’infermiera.

La procedura di sicurezza della casa circondariale però prevedeva e prevede tuttora che tutti i farmaci vengano assunti in presenza del personale sanitario per evitare che questi vengano assunti poi in maniera cumulativa nel tentativo di gesti estremi o che non vengano proprio assunti o che addirittura vengano venduti sottobanco ad altri detenuti.

Dopo il rifiuto il 26enne ha afferrato uno sgabello di legno e lo ha brandito davanti al l’infermiera e agli agenti della polizia penitenziaria che erano in ausilio alla donna. Con quello ha tentato di colpirli spingendolo più volte in avanti fino a lanciarlo contro l’infermiera che abbassandosi e grazie all’aiuto di un altro detenuto è riuscita all’ultimo a schivarlo. Lo sgabello era diretto al suo volto. In pochi secondi si è scatenato il caos, con il detenuto che cercava in tutti i modi di sfuggire ai poliziotti.

Puntando mani e piedi sulla porta della cella ha cercato di chiuderla, spingendo via con tutte le sue forze i due poliziotti davanti. Per contenere il 26enne sono arrivate altre guardie, in aiuto ai colleghi. Prima altre due poi ancora una coppia di agenti ed infine un assistente capo. Sette poliziotti che sono riusciti a bloccarlo e porre fine alla situazione di pericolo in corso.

Durante la colluttazione per entrare nella cella che voleva chiudere ha minacciato un ispettore capo di sparargli e fargliela pagare duramente. Poi si sarebbe anche burlato dei poliziotti dicendo che nel carcere c’erano le telecamere e loro non potevano fargli niente. Proprio le telecamere sono servite a ricostruire il fatto che non è andato a suo favore.