La mamma ai funerali di Andreea: "Ciao Andry, ora ti lascio andare"

Le parole di Georgeta alla cerimonia nella cattedrale a Jesi. L’amica del cuore: “Impossibile non ci sia più”. Sul feretro una foto della ragazza e un unicorno di pelouche

Jesi (Ancona), 21 marzo 2024 – Ciao Andry, ora ti lascio andare. Sono le uniche parole che mamma Georgeta, distrutta dal dolore, è riuscita a pronunciare uscendo dal Duomo al termine del funerale della sua Andreea. La sua unica e adorata figlia che ha cercato e sperato di riabbracciare quasi per due lunghi anni fino al 20 gennaio scorso quando ogni sogno è crollato.

La madre di Andreea in lacrime sul feretro della figlia. Nel tondo, una foto della ragazza con il suo pupazzetto
La madre di Andreea in lacrime sul feretro della figlia. Nel tondo, una foto della ragazza con il suo pupazzetto

Mamma Georgeta seguendo il feretro floreale ha tenuto in mano per alcuni minuti i 27 palloncini bianchi, 27 come i pochi anni che Andreea ha vissuto. Poi ha alzato gli occhi al cielo fino a vederli scomparire tra le lacrime.

"Lasciamo fuori le questioni irrisolte. Ora è il tempo di mettere balsamo sulle ferite, di ricevere la pace del cuore. Dopo due anni è stata ritrovata Andreea – ha detto il vescovo don Gerardo Rocconi durante il funerale celebrato con don Claudio Procicchiani - ma era solo qualcosa di lei. Andreea è nelle braccia di Dio. Per noi credenti è proprio così. Crediamo nell’amore di Dio che lenisce le sofferenze di una madre che soffre e dona la vita per sempre. In questi momenti si è disperati e gioiosi allo stesso tempo. Preghiamo per lei e affidiamo Andreea al Signore perché egli le dia pace. Andreea vive non solo nel ricordo di chi la ama, ma vive nel cuore di Dio nella pace che non ha trovato in questo mondo. Fuori ci saranno degli sviluppi certo, la giustizia umana farà il suo corso saranno magari individuate delle responsabilità, ma questo non basterà a darci pace. Solo accanto al Signore si prova una gioia sconfinata che non è possibile trovare in questa terra".

Dal pulpito a ricordare la dolce Andreea, immersa nel mondo magico e con la passione per gli unicorni (uno di peluche è stato adagiato al feretro) è stata l’amica Marzia Pennisi che ha letto le parole scritte assieme ad Alessandro Morbidelli, amico dell’Oscar Wild pub in cui Andreea ha lavorato, le stesse pronunciate durante la fiaccolata del 12 marzo terminata proprio con una preghiera al Duomo: "Impossibile è che Andreea non ci sia più. Impossibile è accettare un mondo in cui manchi il suo sorriso generoso, quello che destinava a tutti, specchio di un cuore profondo e complicato, che era facile afferrare, facilissimo sfruttare. Impossibile non ricordare la sincerità di una ragazza che non le mandava a dire, che non aveva paura di niente e di nessuno, che non temeva di farsi sentire, rumorosa, che non temeva di farsi vedere, colorata. Impossibile è non rimanere più rapiti dal mondo magico che Andreea rappresentava con un cappello con le orecchie, con un tatuaggio meraviglioso, con uno zainetto a forma di unicorno, l’animale fantastico che andava ricercando in continuazione, simbolo di libertà e di fantasia".