Seppur lentamente, la curva dei contagi continua a ripiegare anche ora che il numero dei tamponi è tornato finalmente accettabile dopo la pausa pasquale in cui sono stati processati esami praticamente con il contagocce. Ma virologi e analisti attendono i prossimi giorni - forse anche la settimana in arrivo - ovvero il periodo in cui si inizierà concretamente a capire se l’impatto della riapertura delle scuole potrà incidere o meno sull’andamento della pandemia. Intanto va in archivio una giornata tutto sommato dagli esiti abbastanza...

Seppur lentamente, la curva dei contagi continua a ripiegare anche ora che il numero dei tamponi è tornato finalmente accettabile dopo la pausa pasquale in cui sono stati processati esami praticamente con il contagocce. Ma virologi e analisti attendono i prossimi giorni - forse anche la settimana in arrivo - ovvero il periodo in cui si inizierà concretamente a capire se l’impatto della riapertura delle scuole potrà incidere o meno sull’andamento della pandemia. Intanto va in archivio una giornata tutto sommato dagli esiti abbastanza incoraggianti per la quota complessiva delle infezioni, ovvero 490 nelle Marche e 149 nella provincia di Ancona, superata di tre unità da quella di Pesaro. Dati inferiori in maniera significativa agli ultimi cinque giovedì, appunto con la cifra complessiva dei test effettuata che torna sopra quota duemila (2.024) per i molecolari. In questo modo l’indice è al 24.2% considerando solo gli esiti ufficiali, mentre scende al 17,3% includendo anche lo screening del percorso antigenico. Nota confortante il numero abbastanza contenuto dei sintomatici (65), in pratica uno ogni otto trasmissioni. In contrazione anche i cosidetti ignoti del virus, ovvero i casi che necessitano di altre indagini epidemiologiche per capire come e dove è avvenuta la trasmissione: si tratta di 99 persone, circa una su cinque con una media assai più bassa di qualche tempo addietro quando si era arrivati in alcune giornate ad avvicinare il 40%. Nessun caso è stato rilevato in setting scolastico o con il coinvolgimento di studenti: da una parte, appunto, un segnale incoraggiante, ma dall’altra c’è attesa proprio per sapere di quanto cambierà lo scenario di qui a qualche giorno quando inizieranno anche i test su alunni, insegnanti e personale dei vari istituti in presenza di casi sospetti. Un po’ di stabilità, pur in un contesto sempre di forte pressione, arriva dal fronte ospedaliero con una doppietta di dati in discesa. Piccoli aggiustamenti verso il basso, infatti, sia per le presenze in terapia intensiva nelle Marche (138, meno uno mercoledì), sia per i ricoveri totali per il virus: 893, meno quattro in 24 ore. Nessuna tregua, invece, dalla voce più tremenda, visto che nel report di ieri a livello regionale sono riportati quindici decessi di persone positive al virus. Si tratta di tutti soggetti alle prese anche con altre patologie: la più giovane è una 74enne di Ancona, mentre tra i residenti della provincia non ce l’hanno fatta anche un 86enne di Ostra, una 87enne di Osimo e una 96enne di Camerano. Diventano così da inizio pandemia 2.752 quanti nelle Marche si sono piegati al Covid, il 97.1% dei quali gravati anche di altre patologie. L’età media é di 82 anni. Alessandro Di Marco