L’appello dei portuali: "Nave Msc incagliata, il dragaggio dei fondali deve essere la priorità"

C’è preoccupazione tra gli operatori dello scalo dorico dopo i due incidenti. Si sono riuniti ed è nato un coordinamento che coinvolge tutti i lavoratori.

L’appello dei portuali: "Nave Msc incagliata, il dragaggio dei fondali deve essere la priorità"
L’appello dei portuali: "Nave Msc incagliata, il dragaggio dei fondali deve essere la priorità"

Dovrebbe terminare oggi l’intervento di dragaggio sui fondali della nuova darsena dopo che una nave portacontainer della Msc si era incagliata e un’altra aveva scelto un porto alternativo proprio a causa del problema. In realtà non si tratta di un vero e proprio dragaggio, ma di un livellamento per limitare i danni del fondale sedimentato ben al di sopra del limite che consente alle navi dal pescaggio importante di entrare e ormeggiare alla banchina 26, una delle più strategiche dell’intero scalo. I due episodi hanno creato reazioni preoccupate tra gli operatori portuali, oltre alle conseguenze economiche per mancati introiti. Operatori portuali che ieri si sono riuniti per la prima volta nella Casa del Portuale per discutere a proposito della situazione. Ne è nata l’opportunità di creare un coordinamento che veda coinvolte tutte le anime dei lavoratori del porto, dai piloti ai portuali, dagli agenti marittimi agli spedizionieri passando per i rimorchiatori e così via. Tra le categorie c’è totale condivisione dei temi e delle preoccupazioni, specie sulla questione dei fondali, un problema che rischia di declassare il porto di Ancona sul fronte delle merci: "L’obiettivo del coordinamento non è quello di avviare una lotta contro le istituzioni portuali e amministrative, tutt’altro – spiega uno dei portavoce del movimento – Vogliamo fungere da stimolo nei confronti degli enti decisori, per far sì che tutti remino dalla stessa parte. Il problema del dragaggio dei fondali è una priorità assoluta, l’incidente della Msc, arenata sul fondale, e il mancato ingresso della seconda portacontainer qualche giorno dopo ha causato danni economici pesanti, episodi che vorremmo non accadessero più. Noi lavoriamo e viviamo il porto, la nostra vita e il nostro futuro". Nelle prossime settimane il coordinamento degli operatori dello scalo dovrebbe diventare più concreto e sono già previsti altri incontri per fissare una serie di paletti.

I lavori alla banchina 26, iniziati lunedì e, come già accennato, praticamente già conclusi, sono soltanto un palliativo e non un intervento strutturale per risolvere il problema. La nave Msc si è arenata in un punto dove il fondale era inferiore ai 10 metri. Le benne entrate in servizio nei giorni scorsi non hanno fatto altro che togliere la sabbia in quel punto e distribuirla in altri punti più bassi del fondale. Ecco perché va considerato un livellamento e non un dragaggio che prevederebbe la rimozione delle sabbie e poi lo smaltimento, ma lì si entra in un vero e proprio ginepraio procedurale, tra cui la lunga costosa caratterizzazione delle sabbie, una delle cause dell’epocale immobilismo delle istituzioni portuali. Tra le opzioni quella di inserire la sabbia nella vasca di colmata, al momento però non ricevibile, oppure usarla per il lungomare nord, anche quella un’ipotesi pare non percorribile. Le sabbie da sedime non possono essere smaltite in mare aperto perché non pulite. Intanto le correnti portano altro sedime, i fondali si abbassano e l’accesso in porto è sempre più rischioso per le navi dal pescaggio superiore ai 10 metri.