Mamma e figlia scomparse da un mese "Seguiva un corso olistico per ritrovare se stessa"

Il giallo di Castelplanio (Ancona), ancora nessuna traccia. La preoccupazione delle amiche: "Michela era stanca e provata, stava cercando un rapporto più stretto con la natura"

Continuano le ricerche della polizia di mamma e figlia sparite da Castelplanio, in provincia di Ancona
Continuano le ricerche della polizia di mamma e figlia sparite da Castelplanio, in provincia di Ancona

Ancona, 27 agosto 2023 – “Michela (il nome è di fantasia, ndr) sembrava stanca e provata nell’ultimo periodo e ci sta che volesse staccare un po’ ma non in maniera così brusca senza dire nulla a nessuno. Non ce lo saremmo aspettate". Sono preoccupate e ancora incredule le amiche per la scomparsa della donna assieme a sua figlia. Era la notte tra il 25 il 26 luglio: è passato ormai un mese da quando, nottetempo, mamma e figlia di Castelplanio hanno caricato l’auto facendo perdere le proprie tracce. Sarebbero salite verso Pesaro dove sono state riprese e viste e poi il buio più totale. Oltre ai familiari delle due donne, in ansia ci sono amiche e conoscenti. Michela frequentava corsi da operatore olistico e si sentiva in stretto contatto con la natura "più connessa con l’ambiente, per ritrovare se stessa" spiega una sua amica.

I loro telefonini sono muti da giorni e giorni e i familiari, in ansia per loro, non sono più riusciti a mettersi in contatto con loro in alcun modo. Le due donne, entrambe maggiorenni e disoccupate (la mamma effettuava consulenze) non avrebbero inviato messaggi né chiamate a nessuno dei loro conoscenti.

I loro familiari, preoccupati, si sono rivolti alla polizia per denunciarne la scomparsa. Escluderebbero infatti che possa trattarsi di una semplice vacanza. Muti anche i social network per le due donne. "Ho provato a scriverle ma non ho ricevuto nessuna risposta, non ho dato troppo peso alla cosa sapevo che per lei era un periodo non semplice" spiega un’altra amica.

Ma perché partire in piena notte senza avvertire nessuno e rendendosi irreperibili in ogni modo? Nessuno sembra spiegarselo. Alcuni temono che le due donne siano finite in ambienti vicini al mondo dell’esoterismo. "Un operatore olistico – spiega una conoscente della donna – è un figura professionale riconosciuta da una legge. Tutti noi siamo al servizio, così come lo può essere un medico, ma con altri strumenti, più naturali e meno inquinati dalla società, dal capitalismo e tutto quello che ne segue. Non facciamo parte di nessuna setta, ma anzi siamo molto più connessi con la natura e tutto quello che ci circonda per il semplice fatto che ci siamo messi in gioco, abbiamo e stiamo lavorando su di noi per conoscerci meglio, per ritrovarci, per vivere più sereni e liberi. E per diversi di noi accompagnare poi gli altri a stare meglio. Mi dispiace molto per lei ma penso che avrà avuto i suoi motivi per fare una scelta del genere".