Quotidiano Nazionale logo
5 mag 2022

Nella rete di Marco, a nome di truffatori che ti rubano le identità

Da quando avevo scoperto il nuovo gioco sui social, mi sbrigavo a fare i compiti per poter giocare più a lungo. All’inizio era proprio divertente, ma, ogni volta che dovevo passare al livello successivo, le difficoltà crescevano, e con esse anche la paura di non riuscire ad andare avanti. In fondo, stava diventando una cosa seria, almeno per me. L’appuntamento con il computer era più o meno alla solita ora. Un pomeriggio ho letto un messaggio di un certo Marco che voleva aiutarmi e, in effetti, grazie ai suoi suggerimenti sono riuscita a fare qualche passo avanti. Il "livello tre" però restava sempre insuperabile. Marco cominciò a chiedermi le credenziali d’accesso al sistema, perché solo così poteva aiutarmi ad andare avanti. Ero contenta e mi fidavo di lui, così gliele ho inviate. Non potevo immaginare quello che sarebbe successo di lì a poco. Dopo un mese i miei accessi si bloccarono e sullo schermo comparivano inviti a effettuare pagamenti per acquisti che non avevo fatto. Nel frattempo la mia amica del cuore mi evitava e mi guardava in modo strano. Solo più tardi mi confidò che sul mio profilo erano comparsi commenti offensivi verso di lei e altri contenuti che mai avevo sognato di pubblicare. Non sapevo cosa fare. Per fortuna mio padre si è accorto che qualcosa non andava in me e gli ho raccontato tutto. Lui conosceva un poliziotto che si occupava di queste truffe, al quale consegnai il cellulare per recuperare anche i messaggi che avevo cancellato. In pochi giorni ha risolto tutto. "Marco" era il nome che usava un gruppo di truffatori per creare falsi profili e ricattare chi forniva i propri dati. Ho scoperto di non essere la sola ingenua a essere stata truffata: la mia vicenda era comune a escenti. Dopo questa brutta avventura ho capito quanto sia importante custodire gelosamente i propri dati e quanto sia pericoloso avventurarsi sui social con chi non si conosce. Gli hacker avrebbero bloccato per sempre i miei profili e diffuso falsi messaggi. Per ingenuità rischiavo di perdere i veri amici. Racconto sempre questa vicenda ai miei compagni per metterli in guardia. Se si trovassero in situazioni simili gli consiglio di parlarne subito con i genitori, gli insegnanti o di rivolgersi alla polizia. Chiedere aiuto è l’unica cosa che si può fare!

Martina Bora, Classe 2B

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?