Follia in strada a Sirolo: quattro ore di fuga, poi l’arresto dell’assassino

Il trentenne sospettato dell’omicidio preso a Falconara davanti alle persone che tornavano dal mare. Era a torso nudo e aveva ancora con sé l’arma usata per colpire l’operaio. Bloccato con il taser

Sirolo (Ancona), 28 agosto 2023 –   Una caccia all’uomo in tutta la provincia, dalla Riviera del Conero verso il nord delle Marche, e una fuga irrazionale terminata dopo 4 ore.

Sono le 21 circa quando, a Palombina Vecchia (Falconara), l’algerino sospettato dell’omicidio del 23enne albanese viene immobilizzato (video) all’altezza del sottopasso per il mare e arrestato dinanzi ad un plotone di persone che tornavano dalla spiaggia.

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Da mare a mare, lungo il litorale, in una corsa in macchina e poi a piedi per tentare di allontanarsi da quel crimine di cui è accusato di essersi macchiato alle 17, dopo aver esploso un colpo di fiocina all’indirizzo del giovane operaio. Un innocente, vittima di un gesto di amore per sottrarre dalle grinfie del 30enne nordafricano quel padre di famiglia pestato senza pietà. Un colpo, la fine.

Omicidio di Sirolo, nella sequenza da sinistra: a Falconara il trentenne viene immobilizzato con il taser; poi ammanettato e caricato sull'auto dei carabinieri
Omicidio di Sirolo, nella sequenza da sinistra: a Falconara il trentenne viene immobilizzato con il taser; poi ammanettato e caricato sull'auto dei carabinieri

Nello choc generale di turisti e residenti, di Sirolo e Falconara, che hanno affollato le spiagge nell’ultimo torrido weekend agostano e si sono trovati – loro malgrado – a fare i conti con un fatto di cronaca tremendo. È a torso nudo, non si è ancora liberato del fucile da pesca e vaga confuso, il sospettato killer.

Ma l’ultimo frammento di un pomeriggio di follia, in realtà, è in quell’immagine divenuta virale di lui a terra, bloccato dai carabinieri, prima di essere portato nella caserma dell’Arma di Osimo ed essere interrogato dal pubblico ministero di Ancona, Marco Pucilli, già presente nelle ore precedenti sul luogo del delitto.

Con il pm, in via Cilea anche il sindaco di Sirolo Filippo Moschella, primo a confermare che il drammatico omicidio si fosse consumato tra persone non residenti nella cittadina rivierasca: "Facciamo lavorare il magistrato e i carabinieri", il commento prudente del primo cittadino ai cronisti, in una vicenda i cui contorni sono ancora tutti da chiarire.

A margine si è detto vicino "alla famiglia del giovane ucciso e a tutta la comunità di Sirolo, rimasta impotente e impietrita di fronte ad un episodio efferato di cui è ingiustificabile qualsiasi motivazione" il consigliere regionale della Lega, Mirko Bilò.

Sulla strada dell’orrore, invece, mentre il corpo del ragazzo giace a terra, l’amico che era con lui si porta le mani sul volto e non si dà pace per una vicenda straziante, che ha sconvolto l’intera regione.

È il primo a essere ascoltato dai carabinieri, giunti in un lampo in via Cilea assieme ai mezzi del 118 e persino ad un elicottero che ha sorvolato la provincia alla ricerca dell’uomo in fuga. E chissà che quegli elementi da lui forniti non possano aver permesso di recuperare il fuggitivo in maniera rapida.

Che l’algerino potesse avere le ore contate, però, lo si era appreso da subito. D’altronde quella zona di Sirolo è adeguatamente sorvegliata dalle telecamere di sicurezza. Tanto che, il Comune, proprio negli scorsi giorni ne aveva ultimato l’installazione.

E in effetti sono state d’ausilio agli inquirenti, che prima hanno chiarito con quale auto fosse fuggito, poi l’hanno inseguito in tutto il territorio provinciale schierando uomini e mezzi in diversi posti di blocco. E infine hanno concluso la caccia all’uomo, con l’arresto alla comparsa del buio.