Commerciante travolto dai debiti: salvato dalla legge "anti suicidi"

L’ex titolare di un negozio di casalinghi doveva pagare 370mila euro tra tasse, multe e contributi. Un avvocato e un commercialista sono riusciti a far applicare per lui il "concordato minore"

Il commerciante doveva quasi 400mila euro: salvato dalla legge anti-suicidi

Il commerciante doveva quasi 400mila euro: salvato dalla legge anti-suicidi

Ancona, 26 marzo 2024 – Chiude l’attività e con essa si porta dietro un mare di debiti da pagare all’Erario. Era destinato a subire pignoramenti a vita un ex negoziante, dallo stipendio del nuovo lavoro fino ad ogni bene di proprietà se ne avesse avuti. Decine e decine di cartelle esattoriale erano infatti arrivate al suo indirizzo, per tasse, contributi non pagati e multe triplicate per non aver assolto ai primi solleciti.

Una situazione da mani tra i capelli e testa al muro, senza sapere come uscirne se non finendo in miseria o peggio ancora per strada. Invece, grazie al cosiddetto "concordato minore", un metodo previsto dal codice di procedura del rischio d’impresa e dell’insolvenza, l’ex commerciante se la caverà con 36mila euro da pagare in cinque anni.

Considerato che l’uomo, sulla 50ina, anconetano ma residente in provincia, ne aveva sulle spalle 370mila di euro da saldare, quanto raggiunto è quasi un miracolo o meglio è la conseguenza anche della legge "salva suicidi" varata già nel 2012 e che ha contribuito a migliorare alcune procedure a carico di chi non proprio per sua piena volontà si è trovato con l’acqua alla gola. Qui l’ex commerciante aveva un negozio di casalinghi aperto in provincia ma l’attività non andava affatto bene.

Chiuso il punto vendita, aperto da anni, è stato travolto dagli accertamenti. Decine di cartelle fondate sul reddito presunto e annesse sanzioni che non sono state contestate a tempo debito e partite dai primi anni 2000 quindi con tutti gli interessi lievitati, hanno portato il 50enne ad accumulare il debito di quasi 400mila euro. L’ex negoziante, assistito dall’avvocato Riccardo Crispiani e dal commercialista nonché revisore contabile Maurizio Leonardi, ha proposto un piano di rientro attraverso l’organismo per la gestione della crisi dell’ordine dei Commercialisti. Lo stesso piano è stato presentato ai creditori, che hanno dato voto favorevole alla cifra pattuita per il rientro, e quindi omologato nei giorni scorsi dallo stesso tribunale di Ancona.

"E’ stato un caso particolare - spiega l’avvocato Crispiani - un concordato minore che aveva tutte le caratteristiche per essere accolto. Per altri, in passato, non è andata nello stesso modo. Adesso il cliente può tirare una riga e ricominciare. Senza sarebbe stato appeso al debito a vita. Le caratteristiche per aderire sono molteplici e l’accesso è più facilitato per chi ancora possiede qualcosa rispetto a chi non ha più nulla perché ha ancora un patrimonio pignorabile ed è più facile entrare nell’attività liquidatoria. Poi deve essere anche una persona meritevole altrimenti chiunque fa debiti e poi non paga. Molte persone non sanno che c’è questa procedura che apre delle opportunità".

L’ex negoziante aveva una ditta individuale che ha chiuso in autonomia. "A partire dalla legge anti suicidi del 2012 - dicono Crispiani e Leonardi - negli ultimi 10 anni il legislatore ha rivoluzionato l’approccio verso situazioni di questo tipo fornendo gli strumenti per offrire ai debitori una seconda chance. Ogni caso va valutato per poterlo incanalare nel percorso corretto. Vanno individuati l’esatta esposizione, le origini, le cause del sovraindebitamento, la situazione familiare, il reddito e i beni per presentare una proposta congrua".