Green pass obbligatorio. Oggi i "no vax" vogliono bloccare i treni. Le stazioni a rischio

Intanto la procura di Torino indaga sul canale Telegram per istigazione a delinquere allo scopo di commettere atti di terrorismo

Dal primo di settembre l'obbligo di Green pass verrà esteso a scuola e trasporti

GREEN PASS OBBLIGATORIO SUI TRENI A LUNGA PERCORRENZA DAL 1 SETTEMBRE, STAZIONE CENTRALE DI MILANO, CERTIFICAZIONE VERDE

Da oggi scattano le nuove limitazioni legate al Green Pass. Senza il certificato verde non sarà, fra l'altro, possibile viaggiare sui treni ad alta velocità. Ma i movimenti "No Green pass" sono pronti a bloccare le stazioni al motto: "Se non si può viaggiare senza Green Pass nessuno potrà viaggiare".

La rabbia corre sui social

Le proteste corrono rapidamente: in rete prima, nelle piazze (con episodi di violenza) poi e adesso potrebbero raggiungere anche le stazioni ferroviarie. Il motivo è l'estensione dell'obbligo del Green pass anche per chi viaggia sui treni ad alta velocità, Intercity e Intercity Notte, a partire da oggi, mercoledì 1 settembre. E ancora, sarà richiesta per aerei, navi e traghetti per servizi di trasporto interregionale (con l'eccezione di quelli per i collegamenti nello Stretto di Messina). Così, dopo le proteste in strada nei giorni scorsi, gruppi di persone contrarie all'obbligo di esibire la certificazione verde si organizzano su Telegram e altri canali social per bloccare le stazioni. "Non ci fanno partire con il treno senza il passaporto schiavitù? Allora non partirà nessuno", si legge in un volantino diffuso sul web, secondo cui sarebbero oltre 50 le località in Italia dove potrebbero essere organizzate le proteste.

Tra queste: Bari, Barletta, Benevento, Bergamo, Bologna, Bolzano, Brescia, Caserta, Cesena, Ferrara, Firenze, Foggia, Forlì, Genova, Lamezia Terme, Mestre, Milano, Napoli, Padova, Pesaro, Pordenone, Reggio Calabria, Reggio Emilia, Riccione, Rimini, Roma, Salerno, Torino, Trento, Treviso, Trieste, Udine, Verona, Vicenza e altre minori.

Proteste e violenze

Già nei giorni scorsi erano state organizzate alcune manifestazioni contro il Green pass e sono state registrate anche aggressioni a giornalisti, minacce a rappresentanti della sanità, della politica e delle istituzioni, anche sul web. Per questo, il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese ha convocato, sempre per domani, il Centro di coordinamento per le attività di monitoraggio, analisi e scambio di informazioni sul fenomeno degli atti intimidatori nei confronti dei giornalisti. Il Viminale "assicurerà come sempre - era scritto in una nota - la libertà di manifestare pacificamente nel rispetto delle regole ma non saranno ammessi atti di violenza e minacce". Per il sottosegretario all'Interno, Carlo Sibilia, "se qualcuno domani arrecherà disagi alla circolazione ferroviaria bloccando le stazioni, andrà incontro ad una denuncia per interruzione di pubblico servizio. Un conto è manifestare pacificamente - ha affermato Sibilia in un tweet -, altra cosa è creare disagi alle altre persone. Dovremo essere intransigenti".

Le norme

In base alle linee guida predisposte dal Governo e concordate con le Regioni e le Province autonome, l'Anci e l'Upi, per il settore ferroviario al momento della prenotazione chi viaggia dovrà dichiarare di essere in possesso della certificazione verde. Se durante il controllo non dovesse essere esibito il green pass o la certificazione risultasse non veritiera "il viaggiatore è invitato a spostarsi in una apposita zona riservata ai passeggeri senza certificazione verde Covid-19 e dovrà scendere dal mezzo alla prima fermata utile", si legge nel documento.

I sindacati

Intanto i sindacati hanno già preso le distanze da eventuali blocchi nelle stazioni. "Diciamo no alle minacce di bloccare nelle maggiori stazioni italiane", affermano unitariamente Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti, che auspicano "un doveroso ripensamento da parte dei promotori della protesta". Secondo le organizzazioni sindacali "i rischi connessi a una simile protesta sono evidenti e serve un piano di sicurezza per tutelare lavoratori e utenti".

"Il trasporto ferroviario - proseguono Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti - è un servizio pubblico essenziale, (infatti è soggetto alle regole della legge sui servizi minimi per lo sciopero) che garantisce il diritto costituzionale alla mobilità dei cittadini. Chi decidesse di interromperlo arbitrariamente in nome della libertà a non vaccinarsi non avrebbe il sostegno del sindacato sia perchè violerebbe la legge, sia perchè il sindacato sostiene la campagna vaccinale tanto per i lavoratori che per gli utenti del servizio pubblico. Il vaccino - affermano infine i sindacati - fino a questo momento è l'unica arma conosciuta per sconfiggere la pandemia e consentire alle persone di non ammalarsi, di vivere, di lavorare, di impegnare il tempo libero in varie attività e di viaggiare in sicurezza".

Allerta anche alla stazione di Milano

Sulle possibili manifestazioni dei No Green pass di domani, con la minaccia di bloccare i treni, «staremo attenti, perché è chiaro che nelle stazioni soprattutto in questa fase le persone si muoveranno meno per diletto e più per lavoro». Lo ha detto il sindaco di Milano Beppe Sala, a margine di una visita nel Municipio 4. Per Sala «penalizzare chi si muove per lavoro sarebbe un grave problema». E a Bologna la stazione 'blindata' domani pomeriggio anche a Bologna, una delle città dove è stata annunciata sui social e nelle chat la protesta di gruppi 'No Green Pass', in occasione dell'entrata in vigore dell'obbligo di esibizione del certificato verde a bordo dei treni a lunga percorrenza. Per prevenire blocchi della circolazione ferroviaria, la Questura ha predisposto un articolato servizio interforze con carabinieri e guardia di finanza, che coinvolge anche il personale della polizia ferroviaria e prevede l'impiego dei reparti antisommossa. La stessa Questura fa sapere che il servizio, nel quale saranno impiegati circa 100 uomini, sarà volto a garantire la sicurezza del trasporto ferroviario con il presidio dei vari punti di accesso alla stazione e il pattugliamento di tutta l'area circostante.

La procura indaga per istigazione a delinquere

La procura di Torino sta indagando sul canale telegram no vax 'Basta dittatura!'. Nel fascicolo, aperto a carico di ignoti in concorso, si ipotizzano i reati di istigazione a delinquere aggravata dallo scopo di commettere delitti di terrorismo e dall'utilizzo di strumenti informatici e telematici e di trattamento e diffusione illecita di dati personali su larga scala.