Influenza 2021, questo inverno tornerà e colpirà duro. Ecco perché

Assente nei mesi scorsi grazie alle mascherine, ora è attesa in forma aggressiva con l'allentamento delle misure anti-Covid

Influenza (Dire)

(DIRE) Roma, 1 mar. - L'influenza 2016 finora ha fatto registrare 2 milioni e 613mila casi, ma il virus sta rallentando la sua corsa. Il numero degli italiani colpiti nell'ultima settimana di rilevazione e' infatti in diminuzione: 342mila rispetto ai 366.600 del precedente monitoraggio, con un'incidenza pari a 5,7 casi per mille abitanti (nella settimana precedente era di 6,04 per mille). Anche altri indicatori correlati alla patologia sono in calo: le visite domiciliari stanno infatti diminuendo, cosi' come ricoveri ospedalieri dovuti a patologie influenzali e i giorni di malattia prescritti. È invece in leggero aumento il numero delle persone con malattie respiratorie acute: sono 199.800, pari a 3,3 casi ogni mille abitanti. "Questa stagione influenzale- dice Claudio Cricelli, presidente della Simg (Societa' italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie)- si caratterizza per la bassa intensita', inferiore a quella degli anni scorsi. E il picco e' stato superato. Ogni anno l'influenza rappresenta una sfida per l'organizzazione del sistema sanitario, che ha retto molto bene. La campagna per la vaccinazione e il lavoro dei medici, oltre a una maggiore presa di coscienza da parte dei cittadini, stanno rendendo questa epidemia stagionale priva di particolari criticita'". Nell'ultima rilevazione le regioni a maggior incidenza sono state Marche, Trentino e Piemonte (rispettivamente con 15.76, 11.78 e 9.95 casi per 1000 abitanti), quelle che hanno fatto registrare il minor numero di diagnosi sono state invece Sicilia, Molise e Sardegna. "È fondamentale- spiega Aurelio Sessa, presidente regionale Simg Lombardia e medico sentinella- non assumere antibiotici, innanzitutto perche' sono inattivi sui virus, non solo influenzali ma anche respiratori. Inoltre un uso indiscriminato rende questi farmaci inefficaci, aumentando il rischio di resistenze nei loro confronti da parte dei batteri. È compito del medico giudicare se l'influenza puo' essersi complicata a tal punto da intraprendere una terapia con antibiotici. Nel 15-20% dei casi si verifica cioe' un decorso della malattia piu' lungo del previsto che corrisponde a 4-5 giorni. Le complicanze nei bambini sono rappresentate soprattutto da otiti acute, mentre negli adulti da sinusiti e bronchiti. Per i piu' piccoli e gli anziani l'evento piu' pericoloso e temibile e' la polmonite". (Cds/ Dire) 12:16 01-03-1

Lo scorso anno, complice mascherine e distanziamento sociale, non si è praticamente appalesata ma ora, con l'allentamento delle restrizioni contro il Covid 19, l'influenza stagionale potrebbe tornare in forma molto aggressiva proprio come altri virus respiratori. E' l'effetto combinato dell'aumento del numero dei vaccinati, da una parte, e del graduale ritorno alla normalità, dall'altra, a chiudere la strada al Coronavirus ma ad aprirla ad altre forme virali "tradizionali" che nei prossimi mesi potrebbero registrare picchi di contagio.  A descrivere come la pandemia abbia comportato e comporterà grandi cambiamenti nella diffusione di altri patogeni è un articolo pubblicato sul sito web di Nature.

La maggior parte degli esperti concorda sul fatto che l'infuenza sparita nel 2020 e nel 2021 si riprenderà nel prossimo inverno, forse ferocemente, poiché le restrizioni di viaggio e gli interventi sociali progettati per frenare il Sars-cov-2, come indossare la mascherina e mantenere il distanziamento, diminuiranno. "Una volta che dimentichiamo le nostre buone pratiche sanitarie - afferma Robert Ware, epidemiologo presso la Griffith University nel Queensland, in Australia - è probabile che l'influenza torni a colpire duramente". Anche perché troverà sistemi immunitari poco allenati a fronteggiarla. Per questo sarà importante fornire alla popolazione in tempo utile il vaccino anti-infuenzale

Quanto alle infezioni da virus sinciziale (RSV), responsabile di circa il 5% dei decessi nei bambini sotto i 5 anni in tutto il mondo, con la pandemia Covid sono scese ai minimi storici per un anno ma poi hanno iniziato a salire ad aprile 2021, anche per via di in accumulo di neonati suscettibili: i picchi fuori stagione, ovvero intorno ad aprile 2021, sono stati osservati In Usa, Sud Africa, Giappone, Australia e Paesi Bassi.