MONICA PIERACCINI
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Novità Superbonus: verso la proroga delle Cilas per rientrare nel 110

E' lo stesso partito della Meloni a chiedere di modificare la normativa. Due emendamenti di Fratelli d'Italia propongono di sbloccare i crediti di imposta già maturati e di posticipare il termine per la comunicazione di inizio lavori così da poter usufruire ancora della massima detrazione

Roma, 1 dicembre 2022 - Superbonus, si cambia ancora? Pare di sì, con lo stesso partito del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che chiede delle modifiche alla normativa. In particolare Fratelli d'Italia ha preparato due emendamenti al decreto Aiuti Quater che stabilisce la riduzione dell'agevolazione dal 110 al 90% dal 1 gennaio 2023. Nel primo emendamento si propone che venga posticipato dal 25 novembre al 31 dicembre 2022 il termine per depositare le Cilas, le comunicazioni di inizio lavori, per poter usufruire ancora del 110. Nel secondo emendamento il partito di governo chiede invece che i crediti d'imposta già maturati vengano sbloccati, come hanno chiesto anche Abi e Ance, attraverso gli F24. Ecco, in dettaglio, le possibili modifiche del Superbonus.

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Proroga al 31/12 per le Cilas

Con il decreto Aiuti Quater e la riduzione dal 110 al 90% del Superbonus dal 1 gennaio 2023, è stata prevista la possibilità di evitare di rientrare nel taglio dell'agevolazione presentando la comunicazione di inizio lavori, cioè la Cilas, entro il 25 novembre 2022. La richiesta è invece quella di prorogare almeno al 31 dicembre 2022 la possibilità di depositare le Cilas in modo da continuare a rientrare nel Superbonus 110.

Sblocco dei crediti tramite F24

Per recuperare i crediti maturati portandoli in detrazione il decreto Aiuti Quater prevede dieci rate, dalle precedenti cinque. L'emendamento di Fratelli d'Italia chiede di poter utilizzare gli F24 presi in carico dalle banche per conto dei propri clienti per sbloccare i crediti d'imposta 'fermi' presso gli istituti di credito. Il ministero dell'Economia starebbe valutando se ci sono le coperture sufficienti per farlo.

Le famiglie interessate dal Superbonus

Meno famiglie usufruiranno nel 2023 del Superbonus con aliquota al 90%. Secondo Nomisma, saranno infatti 2,4 milioni i nuclei familiari che aderiranno alla misura, il 12% in meno rispetto al 2022. Una riduzione che riguarderà quindi circa un terzo delle famiglie interessate rispetto alle previsioni di oltre 3,6 milioni che erano state fatte considerando la normativa in vigore fino al 25 novembre 2022.    

"L’aliquota al 90% non determinerà un abbandono di interesse da parte delle famiglie italiane verso la misura" – sottolinea Marco Marcatili, responsabile sviluppo di Nomisma. “Dall’indagine del nostro 110% Monitor emerge come le famiglie abbiano incorporato la consapevolezza che il Superbonus non sarà totalmente gratuito. Per recuperare parte delle famiglie rinunciatarie occorre garantire una copertura economica della quota di incentivo mancante, attraverso ad esempio prodotti finanziari dedicati o attraverso sistemi di remunerazione dell’investimento in modalità Esco, vale a dire attingendo ai benefici economici garantiti dai risparmi in bolletta". "Ritengo che i tempi siano maturi per questo tipo di prodotto che potrà fornire una maggiore stabilità e incentivare una domanda reale". "C’è da dire – conclude il responsabile sviluppo di Nomisma – che tutto ciò avverrà a condizione che venga reso nuovamente operativo il meccanismo dello sconto in fattura”.  

Quanto investiremo in ristrutturazioni 

Sempre secondo i dati Nomisma, nel 2023 l'investimento medio per le attività di ristrutturazione e o miglioramento pianificate ammonterà a 15.340 euro per gli interventi strutturali, a euro 8.170 per quelli di efficientamento energetico. Per tutti gli altri interventi - rifacimento tetti, impianti antincendio, trattamento delle acque - l'investimento medio per famiglia sarà di 10.465 euro. Considerando invece l'impegno finanziario relativo agli interventi per sanitari e rubinetteria, questo sarà di 5.715 euro e di 4.670 per l'acquisto e l'installazione di impianti di condizionamento. A spingere gli italiani a ristrutturare sono i bonus edilizi: se nell'immediato futuro non ci fossero gli incentivi, il 57% di coloro che pensano di effettuare degli interventi di efficientamento con ricorso ai bonus non si attiverebbe.