Spedizioni aeree in carcere: schede sim e cellulari consegnati col drone

Arrestati in quattro per aver messo su una rete di ‘consegne’ in diversi istituti: i detenuti indirizzavano le manovre all’interno delle strutture

La conferenza stampa ad Asti; nel riquadro, un drone (foto generica)

La conferenza stampa ad Asti; nel riquadro, un drone (foto generica)

Ascoli, 2 febbraio 2024 – In appena tre mesi (settembre-dicembre 2023) erano riusciti a creare un giro di affari illecito di oltre 100mila euro. È quanto ricostruito dalle indagini della squadra mobile della questura di Asti che, con l’ausilio dei poliziotti di Napoli, Agrigento e Viterbo, ha eseguito quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere, nei confronti di quattro persone in diverse province d’Italia, accusate di avere partecipato a vario titolo a un’associazione per delinquere finalizzata alla consegna di telefoni cellulari nelle carceri di Ascoli, Asti, Saluzzo, Agrigento, Catania, Benevento, Teramo, Ariano Irpino.

In manette Simone Iacomino (già in carcere ad Agrigento), Veronica Virgilio e Salvatore Sbrescia (residenti a Napoli), Vasil Dziatko (a Viterbo), che riuscivano a consegnare cellulari, schede sim e caricabatterie utilizzando droni, dietro la direzione dei detenuti che indirizzavano le manovre del velivolo dall’interno del carcere.

I dispositivi venivano poi rivenduti ai detenuti: 1.000 euro gli smartphone e 300 euro i microtelefoni. Sono decisamente fantasiosi i modi con cui si cerca di far arrivare telefonini in carcere. Uno strumento di comunicazione fondamentale per mantenere contatti con l’esterno e continuare a delinquere, ma da utilizzare anche come prezioso oggetto da vendere o scambiare con altri detenuti.

Innumerevoli i casi registrati anche nel carcere di Ascoli, con spedizioni però intercettate dal lavoro certosino degli agenti di polizia penitenziaria. Ad un giovane detenuto di San Benedetto, rinchiuso in carcere ad Ascoli, a giungo 2022 ha fatto visita la madre che, insieme a tutto il suo affetto e conforto, ha pensato bene anche di portare qualcosa da mangiare al figlio detenuto. In un contenitore aveva riposto delle appetitose seppie in umido. Ma qualcosa deve avere insospettito gli agenti. Dentro una delle seppie infatti c’era occultato un telefonino, ben protetto in una bustina di plastica così che non si rovinasse in mezzo al succulento sughetto amorevolmente preparato dalla madre.

Il microtelefono è stato sequestrato e la donna è stata denunciata a piede libero. Sempre in quei giorni ad un detenuto il telefonino è stato spedito nascosto in un pacco di cannoli siciliani. Era immerso nella ricotta. A giugno 2023 di microtelefoni spediti nel carcere di Marino dentro un pacco ne sono stati trovati otto. I controlli attenti hanno permesso alla polizia penitenziaria di Ascoli di scoprire gli stratagemmi.