Morta dopo l’operazione al naso, medici indagati

La procura di Milano vuole chiarezza sul decesso di Stefania Camela: sequestrate le cartelle cliniche

San Benedetto (Ascoli), 6 dicembre 2023 – Medici indagati e cartelle cliniche sequestrate. Nella mattina di ieri il Pubblico Ministero della Procura della Repubblica di Milano, Luca Gaglio, ha disposto l’autopsia sulla salma di Stefania Camela, la donna di 47 anni di San Benedetto, morta dopo due giorni dall’intervento al naso eseguito presso la clinica privata Blumar Medica in via Trento a Milano nella mattina di venerdì scorso.

Stefania Camela, 47enne di San Benedetto morta dopo un'operazione al naso in una clinica privata di Milano
Stefania Camela, 47enne di San Benedetto morta dopo un'operazione al naso in una clinica privata di Milano

Il pm ha aperto un fascicolo per omicidio colposo ed ha disposto il sequestro delle cartelle cliniche e indagato diversi medici. Una procedura necessaria a titolo di garanzia per consentire ai sanitari che saranno indagati di nominare i propri consulenti durante l’autopsia. Ieri non era stata ancora comunicata la data e l’ora, ma si presuppone che l’accertamento tecnico possa essere imminente.

I familiari di Stefania, insieme al compagno, Michele Sibillo, hanno nominato l’avvocato Dario Alessio Sibillo del foro di Foggia, con studio a Manfredonia, sempre dal foggiano arriva anche il medico legale, dottor Giovanni Dell’Aquila, che seguiranno gli accertamenti autoptici.

Si cercherà di capire se ci sono stati errori o leggerezze ed, eventualmente, chi potrebbe averle commesse. Stefania Camela, dipendente del Comune di San Benedetto si era recata nella clinica privata di Milano per sottoporsi a un intervento funzionale al setto nasale e ai turbinati, per migliorare la respirazione, poiché aveva subito danni al naso in un incidente stradale accadutole quando aveva 10 anni. Una donna atletica, che praticava podismo, insieme al compagno Michele Sibillo. Una giovane che non aveva alcuna patologia, che si alimentava in modo sano e scrupoloso e che si sottoponeva a regolari controlli diagnostici e clinici, in linea con lo sport che praticava.

Come ha raccontato al nostro giornale il compagno Michele, Stefania aveva scelto la clinica nel capoluogo lombardo poiché le avevano assicurato un’anestesia senza essere intubata (cosa di cui aveva molto timore) e senza tamponi al naso dopo l’intervento. L’operazione era stata eseguita in modo perfetto.

Stefania era felice ed era stata dimessa dalla clinica 4 ore dopo. Per due giorni Stefania e Michele avevano soggiornato in un hotel di Milano e venerdì mattina si stavano preparando a tornare a casa quando è accaduto l’imprevedibile dramma. Stefania è stata rianimata prima dal compagno e poi dai sanitari del Policlinico che hanno fatto di tutto per salvarla, ma in meno di due ore ha cessato di vivere lasciando Michele, i suoi familiari, e tanti amici e amiche nel profondo dolore.