Bologna Jazz Festival: volata finale, tra Steve Coleman e Horacio "El Negro" Hernandez

Un pieno di firme per la rassegna che si conclude domenica: Sullivan Fortner in Salaborsa, dalla Doctor Dixie Jazz Band a Francesco Cavestri

Virtuoso degli 88 tasti

Virtuoso degli 88 tasti

Bologna, 23 novembre 2023 – La musica genera emozioni forti, seduzioni definitive, specie se prodotta da anime creative, come quelle che più qualificano jazz d’avanguardia, modernista e postmodernista, cantautorato, bossa e fusion: tutto quanto è contenuto nel programma del Bologna Jazz Festival da oggi alla conclusione di domenica 26.

L’evento clou è quello di domani, venerdì 24, all’Unipol Auditorium (21.30), quinto dei grandi appuntamenti teatrali con Steve Coleman & Reflex protagonisti, ovvero il super falco del sassofono che sfida i canoni espressivi del jazz divergendo dall’alveo del mainstream, lanciato nell’esplorazione più ardita e ficcante dell’improvvisazione. Lo accompagnano Rich Brown al basso elettrico e Sean Rickman alla batteria. Ma facciamo un passo indietro, partendo da stasera (giovedì), immergendoci nel sogno di Alessandro Altarocca, pianista e compositore bolognese di profilo alto che alle 22 ospita in Cantina Bentivoglio in trio Horacio “El Negro” Hernández, una leggenda nel mondo delle percussioni, profeta della fusion di cui intride il jazz, col supporto del contrabbasso di Stefano Senni. Tra leggii e improvvisazione, composizioni originali e riarrangiamenti di standard, il jazz e il latin jazz sono esplorati nelle sfaccettature che li hanno caratterizzati dalla tradizione alla modernità. 

Al Binario 69 stasera (21.30) è di scena Max Puglia Hinterland Guest Vito Ranucci (sax soprano e vocoder), con il leader alla chitarra, Mario Mazzaro al contrabbasso e basso elettrico e Luigi Borgogno (elettronica e drum machine). 

Sabato 25 (ore 22) il Camera Jazz & Music Club ospita il quartetto della chanteuse compositrice Francesca Tandoi nobilitato dal sax tenore di Piero Odorici (art director della venue di vicolo Alemagna), con Stefano Senni al contrabbasso e Giovanni Campanella alla batteria (che sostituisce Jason Bown costretto a un rientro lampo a New York per motivi familiari). Allo Sghetto Club riflettori sugli Isphynx (ore 23).

In Salaborsa spazio per il “solo” del pianista Sullivan Fortner (ore 18) che replica lunedì a La Tenda di Modena; alle 21.30 in Cantina Doctor Dixie luci sulla band omonima con Checco Coniglio al trombone; Guido Guidoboni alla tromba; Luca Soddu, Andrea Scorzoni, Andrea Zucchi ai sassofoni; Luca Matteuzzi  al piano; Stefano Donvito al basso; Umberto Genovese alla batteria, per le ugole di Angela Sette e Valentina Mattarozzi.

Al Bravo Caffè per la rassegna L’Altro Festival dopo una settimana di firme planetarie, da Sarah Jane Morris con Gianni Vancini a Frank Gambale All Star e Morgan James, stasera tocca Marion J e Paolo Andriolo trio (ore 22); domenica è la volta di Francesco Cavestri, pianista compositore di qualità finissime, che esplorerà lo Special Project “Shades of blue”. Lo accompagnano il batterista Joe Allotta e il trombettista Giovanni Tamburini, trio presente nelle performance della Triennale a Milano per JazzMi e nell'esibizione di Piazza Maggiore a Bologna.  Extra festival da segnalare per stasera al Polpette e Crescentine (ore 21) il trio romagnolo dei Sunadur: funambolismi sudamericani con Enrico Pelliconi alla fisarmonica, Gianluca Chiarucci alle percussioni con il groove delle peggiori balere di Caracas e Davide Monti con la chitarra manouche e i loops a mescolare latinismi e fughe chitarristiche in puro stile sinti. 

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